giovedì 21 giugno 2018 - ore 21

150 MILLIGRAMMI

(La fille de Brest) Regia e sceneggiatura: Emmanuelle Bercot - Fotografia: Guillaume Schiffman - Montaggio: Julien Leloup - Interpreti: Sidse Babett Knudsen, Benoît Magimel, Charlotte Laemmel, Isabelle de Hertogh, Lara Neumann, Philippe Uchan, Patrick Ligardes - Francia 2016, 128’, Bim.

Nell'ospedale di Brest, dove lavora, una pneumologa scopre un legame diretto tra una serie di morti sospette e l'assunzione del Mediator, un farmaco in commercio da oltre trent'anni. Dall'inizio in sordina all'esplosione mediatica del caso, la storia ispirata alla vita di Irène Frachon è una lotta di Davide contro Golia, del gruppo di ricerca farmacologica dell’ospedale contro il Ministero della Salute e il colosso farmaceutico che lo commercializza, per arrivare finalmente alla verità. Ispirato ai fatti vissuti dalla dottoressa Irene Frachon tra il 2009 e 2010.

Emmanuelle Bercot (attrice, sceneggiatrice e regista che, nel 2015, ha firmato l’interessante A testa alta) racconta la strenua battaglia di questo medico che, negli anni - la vendita di preparati a base di benfluorex è stata vietata nel 2010 - ha affrontato ostacoli di ogni sorta, mettendo a repentaglio la sua reputazione e la sua carriera giocando, come ultima e definitiva, la carta della stampa. (…) La regista parigina, girando negli stessi luoghi in cui la vicenda si svolse, segue la sua protagonista in ogni fase della sua ricerca che, sempre più, assume i connotati di una vera e propria indagine investigativa. Attenendosi ai fatti, con una regia limpida e misurata, senza enfatizzare il carattere eroico di coloro che portano avanti questa accanita battaglia, la Bercot costruisce una sorta di thriller che mantiene alto il ritmo della narrazione e non si priva di un forte elemento emotivo rifuggendo altresì dall’intento subdolo della facile commozione. (…) 150 milligrammi (La fille de Brest), raccontando un fatto di cronaca dei nostri tempi, mette l’accento sulla disumanità di un sistema economico-politico che sovente prolifera sulla pelle dei più deboli e senza proclami, né finali consolatori (anche dopo il ritiro del Mediator la battaglia della Frachon prosegue a tutt’oggi) ci induce a riflettere su certi - inquietanti - legami tra il mondo scientifico e l’industria. (Eleonora Saracino, www.cultframe.com)

La Bercot trova nella figura pubblica della dottoressa Frachon, (…) autrice del libro alla base del film e dello scandalo farmaceutico, Mediator 150 mg: Combien de morts?, un nuovo ritratto per la sua galleria di donne forti, spigolose, trascinanti, emancipate e fondamentalmente imbattibili. 150 milligrammi si gioca come è intuibile tutto sulla caratterizzazione ostinata dell’inarrestabile Sidse Babett Knudsen, nel cui sguardo insieme dolcissimo e risoluto è contenuto tutto il meglio del cinema di Bercot, che conferma la grande capacità di saper portare le proprie interpreti sul filo costante del punto d’ebollizione. (…) La scena è soprattutto per i personaggi femminili sfaccettati (oltre a Irène, le sue figlie, le amiche dell’ospedale, le pazienti, la giornalista, la dottoranda, la sostenitrice in commissione…), a cui fanno da controcampo maschi dal carattere ben meno esclamativo come il ricercatore del sodale Benoît Magimel, o il marito della dottoressa, e i ruoli secondari di “amici” registi che fanno capolino, come Eric Toledano e Gustave Kervern. Quello della Bercot è sicuramente uno sguardo entusiasta che utilizza tutte le armi a disposizione del cinema per storie di edificante umanità a testa alta: negli istanti di maggiore efficacia, è sicuramente difficile non restarne sinceramente travolti. (Sergio Sozzo, www.sentieriselvaggi.it)