mercoledì 16 giovedì 17 novembre 2011 - ore 21
40% - LE MANI LIBERE DEL DESTINO
Regia: Riccardo Jacopino - Sceneggiatura: R. Jacopino, Manolo Elia - Fotografia: David Becheri - Musica: Modena City Ramblers, Africa Unite, Alchimie Mediterranee, Spadara, Arsenico, Tequila's Mind, Max Maber Orkestar, Antonio Stizzoli Quintet, Baby Blue - Interpreti: Lucio Aimasso, Alfred Zace, Pino Corcelli, Ileana Paulotto, Luigi Arrigo, Stefano Dell'Accio, Mohammed El Idrissi, Mauro Cerone, Giacomo Gammuto, Ivan Fabio Perna, Gabriella Serra, Dario Genovese, Mariella Furgiele, Michele Salini, Luciana Litizzetto, Mauro Achille Maggi, Eugenio Gradabosco, Carmelo Cancemi, Marco Tommaso Bertone, Potito Ammirati, Benedetto Laneri, Massimo Conte, Pino Corvasce, Georges Tabacchi, Giancarlo Palazzo, Maurizio Gozzellino, Fabio Inzerilli, Abdelhilal Paco Belgacem, Daniele Fiorito, Gaetano Gambino, Stefano Bona, Giuseppe Maggiore - Italia 2010, 95’, Slow Cinema.
Torino. Lucio ha passato guai con droga, traffici, problemi con la legge. Uscito dalla comunità di recupero, va a lavorare alla cooperativa sociale Arcobaleno dove incontra una pittoresca tribù di personaggi con alle spalle storie altrettanto complicate. Quando il passato si riaffaccia, con i pericoli e le tentazioni di sempre, saranno i suoi compagni a salvarlo...
Il lungometraggio prodotto dalla Cooperativa Sociale Arcobaleno, quella del progetto Torino Cartesio per intenderci, è stato girato in DVCPROHD 1080 e si avvale, a parte alcune eccezioni come Luciana Littizzetto, di attori esordienti e degli stessi lavoratori della Cooperativa. È una commedia neo realista dai risvolti ironicamente "noir", che ha, fra gli altri, l'intento di far conoscere l'esperienza delle imprese sociali, spesso misconosciuta e equivocata. 40% è un film tutto torinese ad eccezione del quarantottenne regista che, collabora da anni col Gruppo Abele per il quale ha realizzato numerosi documentari a tematiche sociali. Un film sulla solidarietà che non può non portarci con la memoria al Ken Loach de Il mio amico Eric. Alfred, Pino, Mohammed e tutto il gruppo dei lavoratori che giocano nella squadra della cooperativa sono gli emuli a Torino dei tifosi del Manchester impegnati anche loro a togliere dai guai un amico. Manca Eric Cantona ma ci sono le figurine della Juventus. Col loro aiuto Lucio uscirà dal tunnel dell’eroina e riuscirà, forse, o forse no, a riconquistare Irene. Un piccolo film, divertente e spontaneo, pieno di contenuti. Da non perdere.
Si respira un duplice livello di verità guardando 40% le mani libere del destino. Perché quella di Lucio è una storia vera e perché a recitarla c’è lo stesso Lucio. Una vita passata a mettersi nei guai, un abisso da cui è fuggito grazie a una cooperativa sociale che a Torino conoscono tutti. Lì il cestone giallo del progetto Cartesio è un oggetto familiare, lo trovi in ogni androne che si rispetti, rappresenta l’attività storica della Cooperativa Arcobaleno, permette di recuperare ogni anno circa 210 tonnellate di carta, avviate così al recupero. Fuor di metafora, si occupa di questo Lucio quando viene accolto nella cooperativa. Qui incontra Alfred, Pino e gli altri, tribù di persone/personaggi con alle spalle storie complicate che lo aiuteranno a riaffacciarsi alla vita. Interpreti e produttori di un’opera piccola, grande negli intenti e nel risultato, strumento di conoscenza e riflessione che ci piacerebbe facesse il giro del mondo, ma che invece sarà quasi impossibile trovare al cinema. Un film bello per tanti motivi, per come è nato e per i temi, perché trasuda umanità e provoca intense emozioni. Una commedia noir, piacevole e penetrante, lezione di cinema e di vita per tutti. (Cristina Borsatti, www.film.tv.it)
