mercoledì 23 e giovedì 24 novembre 2022 - ore 21

ALCARRÀS

Regia e sceneggiatura: Carla Simòn - Fotografia: Daniela Cajías - Montaggio: Ana Pfaff - Interpreti: Jordi Pujol Dolcet, Anna Otin, Xènia Roset, Albert Bosch, Ainet Jounou, Josep Abad, Montse Oró, Carles Cabós, Berta Pipó - Spagna/Italia 2022, 120', I Wonder Pictures.

Alcarràs è un villaggio della Catalogna. Da quando ne ha memoria, la famiglia Solé vive del frutto di una terra che non è la sua ma a cui dedica tutti i propri sforzi. Il raccolto delle pesche di quest'anno, però, potrebbe essere l'ultimo: il proprietario del terreno ha nuovi piani per il frutteto, i peschi devono far posto ai pannelli fotovoltaici. L'imminente abbattimento degli alberi di cui si sono presi cura per tutta la vita provoca una profonda spaccatura all'interno della grande famiglia, che per la prima volta si trova ad affrontare un futuro incerto.

Quanto accade ai rumorosi Solé, la famiglia protagonista dell'opera corale della giovane cineasta catalana, è materia per sguardi sottili, per quell'epica quotidiana che tuttavia è in grado di cambiare il mondo, se osservata nel tempo e con la dovuta cura. Di cura ne ha messa parecchia la regista nel ritrarre una famiglia splendidamente sgangherata, che mescola la tradizione alla contemporaneità: radicata sul territorio, legata umanamente e professionalmente alla terra che da generazioni coltiva, intimamente coesa alla comunità locale. Soprattutto Simòn trova ispirazione dalla propria autobiografia, come già accaduto per l'esordio Estate 1993. Alcarràs è raccontato a partire dalla millimetrica precisione che informa la scrittura di ogni personaggio e, sul piano drammaturgico, la resistenza intrapresa dalla caotica comunità locale. I Solé sono chiamati a reagire ai soprusi dell'amministrazione regionale, che pretende di espropriarli dalla loro terra coltivata a pesche al fine di creare un'area dedicata ai pannelli solari. Questa è alla fine l'unica "azione" a livello di trama cui è chiamata la famiglia, sintomo di un meccanismo socio-politico macroscopico. In tal senso Alcarràs diventa affresco di un complesso paradigma sociale in via di radicale mutazione: il cambiamento di una visione del mondo, di un modo di stare al mondo, con particolare riferimento all'ecosistema agricolo. I Solé e le famiglie limitrofe incarnano l'elemento vitale capace di opporsi e di resistere alle avversità esterne. Lo sguardo registico di Simòn non trascura nulla: attento alle istanze sociali e politiche, propone un'analisi istantanea ma consapevole dell'humus culturale del territorio, fornendo una chiara presa di posizione. Grazie al sottotono da commedia social-familiare di cui s'intesse questo dramma sociale, la loro "guerra delle pesche" è in grado di travolgere emozionalmente il pubblico, invitato a partecipare al carattere sanguigno dell'opera, coprodotta dall'italiano Giovanni Pompili. Da aggiungere, tornando alla cura per i dettagli, che nessun personaggio è un tratteggio: dall'anziano capostipite alla piccola Iris, sono tutti portatori di personalità fiere ma capaci di instaurare relazioni (pro)positive. (Anna Maria Pasetti, VivilCinema)

Carla Simón sceglie di non privilegiare un singolo punto di vista sulla vicenda. Affida invece equamente le redini del racconto ai suoi personaggi, con una predilezione per ragazzi e bambini. (?) Il naturalismo e la semplicità con cui rende partecipi di una realtà a cui è prossima (lei e la sua famiglia sono originari di quelle terre) porta lo spettatore ad amalgamarsi progressivamente con gli spazi e il lavoro che illustra. E quietamente, porta a condividere appieno il silenzio e gli sguardi che soggiacciono al dramma trattenuto che si consuma nel finale. (Paolo Bertolin, www.cinematografo.it)