mercoledý 15 e giovedý 16 aprile 2020 - ore 21

ANCORA UN GIORNO

(Another Day of Life) Regia: Ra˙l de la Fuente, Damian Nenow - Sceneggiatura: R. de la Fuente, D. Nenow, Amaia Remirez, Niall Johnson, David Weber - Fotografia: R. de la Fuente, Gorka Gˇmez Andreu - Montaggio: R. de la Fuente - Polonia/Spagna/Germania/ Belgio/Ungheria 2018, 85', I Wonder Pictures.

Settembre 1975, Angola. Luanda Ŕ il centro dell'anarchia. Mentre i negozi abbassano le saracinesche e la cittÓ rimane nelle mani dei gruppi di resistenza armata, lo scrittore giornalista Ryszard Kupu?ci?ski, inviato di un'agenzia di stampa polacca, fa il suo ingresso in cittÓ. ╚ l'inizio di un viaggio lungo tre mesi che darÓ origine a uno dei suoi libri pi¨ belli e conosciuti: "Ancora un giorno". Sono i giorni dell'attacco al sud del paese da parte dell'esercito sudafricano mobilitato dalla CIA. Il paese, in seguito alla fuga dei portoghesi e in attesa dell'indipendenza, Ŕ in balia delle fazioni che si contendono il potere.

La trama di Ancora un giorno procede come un racconto di guerra, che ben presto assume per˛ i contorni di un personalissimo viaggio interiore, un cammino di rinascita tra senso di incertezza e solitudine, alienazione e paura, fino a diventare riflessione sul ruolo del reporter di guerra quando Kapushinski si ritroverÓ tra le mani una notizia che se diffusa potrebbe provocare la morte di migliaia di persone. Mentre fuori infuria la guerra civile, nell'animo di questo antieroe gli interrogativi si moltiplicano: quali sono i limiti di un giornalismo imparziale? Dove finisce il dovere di cronaca? Si chiede Kapushinski, che non si accontenta di essere un semplice osservatore esterno: durante la permanenza al fronte stabilirÓ con la gente del posto un rapporto basato sull'empatia e la compassione. (?) La vera forza del film consiste nella combinazione di linguaggi diversi: lo stile della graphic novel e la poesia dell'animazione incontrano quello del documentario quando irrompe il realismo delle immagini di repertorio, di vecchie foto in bianco e nero, o la potenza delle testimonianze, quarant'anni dopo, di alcuni dei protagonisti di quei fatti in carne e ossa. Non asettica cronaca di guerra, ma racconto intimo e spesso tormentato, una narrazione che assume le fattezze delle persone incontrate, o dei ricordi dei sopravvissuti. (?) Un esperimento coraggioso e rivoluzionario. I registi riescono a evitare i rischi di un'operazione che poteva risultare un'accozzaglia di linguaggi e generi diversi. Intimismo e racconto di guerra procedono su binari paralleli amalgamandosi alla perfezione in una narrazione che commuove e scuote le coscienze. (Elisabetta Bertucca, www.movieplayer.it)

Un sorprendente ibrido tra documentario e animazione racconta l'opera di quello che Ŕ considerato uno dei pi¨ grandi reporter di sempre, il giornalista polacco Ryszard Kapu?ci?ski. (?) Bello, potente e necessario. Difficile stabilire davvero se sia pi¨ un film d'animazione per adulti (60 minuti d'animazione contemporanea, vagamente ispirata allo stile delle graphic novel) o un documentario (20 minuti di bellissime, struggenti testimonianze). Quel che Ŕ certo Ŕ che Ra˙l de la Fuente ha davvero messo tutta la cura necessaria nel raccontare l'esperienza diáRyszard Kapu?ci?ski in Angola, recandosi nel 2012 e nel 2015 nel paese africano alla ricerca dei testimoni di quegli eventi. Li ha scovati, li ha ripresi in uno stile impeccabile, ne ha catturato gli occhi e le voci quando hanno ricordato con affetto, nostalgia o rammarico quei giorni al fianco del loro Ricardo.á(Elisa Giudici, www.mondofox.it)