mercoledì 11 giovedì 12 maggio 2022 - ore 21

ARIAFERMA

Regia: Leonardo Di Costanzo - Sceneggiatura: Valia Santella, Bruno Oliviero, L. Di Costanzo - Fotografia: Luca Bigazzi - Montaggio: Carlotta Cristiani - Interpreti: Toni Servillo, Silvio Orlando, Fabrizio Ferracane, Salvatore Striano, Roberto De Francesco, Pietro Giuliano, Nicola Sechi - Italia 2021, 117’, Vision Distribution.

Un vecchio carcere ottocentesco, situato in una zona impervia e imprecisata del territorio italiano, è in dismissione. Per problemi burocratici i trasferimenti si bloccano e una dozzina di detenuti rimane, con pochi agenti, in attesa di nuove destinazioni. In un’atmosfera sospesa, le regole di separazione si allentano e tra gli uomini rimasti si intravedono nuove forme di relazioni.

Leonardo di Costanzo ci immerge in un mondo in animazione sospesa, un limbo decadente in cui ognuno deve rivedere e riconsiderare le proprie posizioni, tra proteste e rifiuti, compromessi e concessioni, mentre due mondi diversi sono costretti e venire a patti e trovare dei punti di contatto e sovrapposizione (…). Guardie, detenuti. Due mondi distanti ma costretti a condividere lo stesso spazio. Due ambiti differenti che, nella nuova situazione che si è venuta a creare, si sovrappongono e ruotano attorno a due figure carismatiche di riferimento: da una parte l’ispettore Gaetano Gargiulo del solito intenso Toni Servillo, dall’altra il carcerato Carmine Lagioia incarnato con misura dalla prova di Silvio Orlando. Due individui che hanno poco in comune, che partono da posizioni opposte per riscoprire la loro umanità in quel punto di contatto rappresentato dal nuovo arrivato Fantaccini. Due pilastri di un racconto che non si limita solo a loro e apre sempre più alla coralità, come dimostra la magnifica sequenza della cena durante il blackout; li sceglie piuttosto come rappresentanti del senso di spaesamento e del cambiamento a cui porta, come àncore a cui lo spettatore può legarsi per entrare in punta di piedi nel contesto ambientale che l’autore vuole raccontarci, una situazione fuori dal tempo e forse utopistica in cui anche contrasti, diffidenze e sospetti possono essere sospesi. (Antonio Cuomo, www.movieplayer.it)

Ariaferma è un film di grande intensità, duro, solido, all’apparenza impenetrabile come un cella d’isolamento. Dentro, però, ribolle di sentimenti, dolori, resistenze d’animo, e questo lo rende un’opera che sa rimanere impressa senza ricorrere a toni che strumentalizzino la sensibilità dello spettatore. Quest’ultimo, infatti, accetta poco a poco di farsi rinchiudere in prigione coi protagonisti e vivere dall’interno un ammutinamento dove emerge l’umanità ricca di contrasti, ma anche di punti di contatto, tra vittime e carcerieri, guardie e malfattori. Ariaferma ha la compattezza di un 41-bis e trova ossigeno nelle performance di un gruppo di attori in stato di grazia: Toni Servillo, senza ricorrere ai toni teatrali e istrionici di gran parte dei suoi film precedenti, confeziona una delle sue prove più introverse e palpitanti (…); Silvio Orlando, dietro una barbetta incolta e randagia e un paio di occhiali (…), mette a punto una prova “in sottrazione”, scarna, asciutta e per questo pungente (…). Ariaferma è un film che non si ferma e non si esaurisce ai titoli di coda, ma continua a crescerci dentro come una ribellione in nome di quella dignità spesso dimenticata e negata nelle carceri nostrane. (Tommaso Tronconi, www.onestoespietato.com)

«Ariaferma non è un film sulle condizioni delle carceri italiane. È forse un film sull’assurdità del carcere.» (Leonardo Di Costanzo)