mercoledì 14 e giovedì 15 settembre 2022 - ore 21

BELFAST

Regia e sceneggiatura: Kenneth Branagh - Fotografia: Haris Zambarloukos - Montaggio: Úna Ní Dhonghaíle - Interpreti: Caitriona Balfe, Judi Dench, Jamie Dornan, Ciarán Hinds, Colin Morgan, Lara McDonnell, Conor MacNeill, Zak Holland, Thea Achillea - Gran Bretagna 2021, 107', Universal Pictures.

Belfast, 1969. Il conflitto tra protestanti e cattolici in Irlanda del Nord visto attraverso gli occhi di un bambino. Buddy vive con i genitori e il fratello maggiore in un quartiere abitato da protestanti e da cattolici. Sono vicini di casa, ma c'è chi li vorrebbe nemici giurati aizzando il conflitto religioso, distruggendo la pace della comunità. La famiglia di Buddy, protestante, non cede alle lusinghe dei violenti e attende ogni quindici giorni il ritorno del padre operaio da Londra. Stanno pensando di emigrare. Ma come può Buddy lasciare l'amata Belfast, i nonni e la bionda Catherine di cui è segretamente innamorato? Vincitore Premio Oscar 2022 come "Miglior sceneggiatura originale".

Classe 1960, Branagh aveva l'età del vivace protagonista che lo rappresenta quando viveva nella capitale nord irlandese, dove è andato alle elementari, ha vissuto il primo amore e i sogni, pur se immerso suo malgrado nel caos dei "troubles", l'inizio del conflitto tra protestanti e cattolici che agli occhi di un bambino diviso tra i sermoni minacciosi di un pastore e le confuse nozioni in materia appariva a dir poco nebuloso. La carta vincente di Belfast sta proprio qui: nel raccontare attraverso lo sguardo del se stesso bambino all'età di 9 anni un periodo della vita felice per antonomasia, a prescindere da tutto il resto. Circondato dall'amore della sua famiglia, soprattutto dei nonni, e confuso dalle liti per problemi economici tra i genitori giovani, belli e carismatici ma soprattutto innamoratissimi, il piccolo Buddy del film da grande arriverà a comprendere, come molti altri irlandesi, costretti a lasciare il proprio paese per cercare una vita migliore e più pacifica in Inghilterra (vista come un paese razzista e lontano), che la strada in cui vive e le persone che ha conosciuto e amato nei suoi primi anni gli sono rimasti per sempre accanto (?). Con i suoi meravigliosi attori e la ricostruzione di un periodo storico davvero in bianco e nero, diviso in contrasti feroci, lacerato da guerre di religione (quanto poco sembra cambiato, da allora!) e di un ambiente che si concentra su una strada coi suoi abitanti e i suoi immediati dintorni, Kenneth Branagh firma una dichiarazione d'amore ad un paese, al cinema e soprattutto alla sua famiglia. (Daniela Catelli, www.comingsoon.it)

Belfast è il meraviglioso tentativo del regista Kenneth Branagh di abbandonarsi alla (...) nostalgia e trasformare la sua memoria in un pezzo di cinema di un garbo sopraffino. Il risultato non è un film onirico o frammentario, ma un gioiello intimo e toccante. (?) Kenneth Branagh si china all'altezza del sé bambino e (ri)guarda il mondo della sua infanzia attraverso gli occhietti vispi e smaliziati di Buddy. I litigi dei genitori, di cui percepisci solo stralci. I consigli e gli abbracci dei nonni, affettuosi e confortanti. I bisticci con il fratello. I giochi innocenti e le marachelle pericolose. La prima ragazzina per cui prova un sentimento cui non riesce a dare un nome. Le barricate costruite per le strade, i vetri infranti e le esplosioni. Frammenti di un'innocenza travolta dagli eventi della Storia, di un'infanzia strozzata, ma, nonostante questo, vissuta in tutta la sua travolgente magia. (?) Una perla che volteggia divertita come Buddy tra i vicoli della sua città, disintegra tutte le barricate e conquista i cuori, come solo il grande cinema sa fare. (Gabriele Guerrieri, www.spettacolo.eu)