mercoledì 15 e giovedì 16 gennaio 2020 - ore 21

BLAKKKLANSMAN

Regia: Spike Lee - Sceneggiatura: S. Lee, David Rabinowitz, Ron Stallworth, Charlie Wachtel, Kevin Willmott - Fotografia: Chayse Irvin - Montaggio: Barry Alexander Brown - Interpreti: John David Washington, Adam Driver, Topher Grace, Laura Harrier, Ryan Eggold, Jasper Pääkkönen, Corey Hawkins, Paul Walter Hauser, Ashlie Atkinson, Alec Baldwin, Harry Belafonte - USA 2018, 128', UIP.

1979. La vera storia di Ron Stallworth, primo agente afro-americano a lavorare nel Dipartimento di Polizia di Colorado Springs. Spinto dai superiori a indagare, sotto copertura, sui movimenti di protesta dei neri, cambiò il suo obbiettivo spacciandosi al telefono per bianco razzista al fine di infiltrarsi nel Ku Klux Klan con l'aiuto del collega Flip Zimmerman. I due fecero squadra per combattere il Klan suprematista bianco che si stava ponendo l'obiettivo di dare una ripulita alla sua violenta retorica per allargare il consenso popolare.

Comincia con Rossella O'Hara e la distesa di morti che certifica la storica sconfitta del Sud e chiude con le immagini della strage di Charlottesville, dove un'automobile travolge la folla lasciando a terra morti e feriti. Il cinema e la realtà sono i poli tra i quali Spike Lee costruisce il suo tesissimo discorso filmico e politico. (?) Tornato a girare con una grossa produzione, Spike Lee alza il tiro e cerca di colpire il bersaglio più grosso di tutti, Donald Trump. La continuità con figure come David Duke, ex Gran Wizard del KKK oggi sostenitore del presidente, è evidenziata efficacemente così come molto pressante è la chiamata alla mobilitazione. Un film politico, divertente ed emozionante come li sa fare Spike Lee. (Luca Mosso, La Repubblica)

BlacKkKlansman racconta una storia del passato per illustrarci invece le contraddizioni del nostro presente. La sceneggiatura è un prodigio narrativo per la fluidità e la gioiosa arguzia con cui ci illustra un razzismo di altri tempi che è invece presente, contemporaneo, tristemente attuale. Molte idee e battute messe in bocca ad esponenti del KKK sono quelle pronunciate in più di un'occasione dalla carica politica più alta negli Stati Uniti di oggi, quella coperta ovviamente da Donald Trump. Ed ecco che il film di Lee ci mostra in filigrana come l'odio, la discriminazione sono ancora piaghe presenti, attive e feroci nella società americana (e non solo). (?) BlacKkKlansman è senza mezzi termini uno dei film più completi, coerenti, scoppiettanti, coraggiosi degli ultimi anni. È un gioioso e feroce atto di denuncia, è una commedia scatenata e una riflessione amara sull'America ancora divisa da colore della pelle o religione. È in tutto e per tutto cinema di Spike Lee al suo meglio. Che ci riconsegna un autore che ha scritto pagine indelebili di storia del cinema contemporaneo. (Adriano Ercolani, blog.screenweek.it)

Quello di Spike Lee è uno sberleffo amaro al suprematista bianco David Duke, le cui farneticanti tesi sulla razza vengono messe in crisi da una semplice telefonata di un afroamericano sotto copertura. La missione di Ron e Flip si rivela un racconto politico dolciastro su quanto sia facile grattare via le apparenze e ritrovare intatte le ambizioni di chi fino a pochi anni prima bruciava e linciava i neri su pubblica piazza. (?) Uno Spike Lee davvero ispirato trasforma la battaglia contro il razzismo negli Stati Uniti in un poliziesco seducente che non castiga il pubblico, ma lo conquista con la sua incredibile storia vera. (Elisa Giudici, www.mondofox.it)