mercoledì 18 e giovedì 19 marzo 2020 - ore 21

BOHEMIAN RHAPSODY

Regia: Bryan Singer - Sceneggiatura: Anthony McCarten, Peter Morgan - Fotografia: Newton Thomas Sigel - Montaggio: John Ottman - Interpreti: Rami Malek, Lucy Boynton, Gwilym Lee, Ben Hardy, Joseph Mazzello, Aidan Gillen, Tom Hollander, Allen Leech, Aaron McCusker, Mike Myers, Michelle Duncan, Max Bennett - GB/USA 2018, 134', 20th Century Fox. Mercoledi 9 la proiezione sarà in versione originale sottotitolata in italiano.

L'ascesa della band attraverso le sue iconiche canzoni e il suo sound rivoluzionario, la sua crisi quasi fatale, man mano che lo stile di vita di Mercury andava fuori controllo, e la sua trionfante riunion alla vigilia del Live Aid, quando Mercury, che morirà per le conseguenze legate all'HIV, condusse la band in una delle performance più grandiose della storia del rock.

A vestire i panni del leader dei Queen uno straordinario Rami Malek, (?) l'anima di Mercury sembra abitare in lui, tanta la precisione con cui ha curato in ogni minimo dettaglio la sua performance. È una recitazione che investe corpo e anima, travalicando lo schermo per sommergere lo spettatore in sala, che non può che rimanere stordito da tanta bravura. Ma ciò che rende il film memorabile non è la sola performance di Malek, quanto la bravura di Singer e di Anthony McCarten, che lo ha sceneggiato, riuscendo a costruire una storia corale - nonostante la centralità del cantante - in un vero tripudio di musica e spettacolo, che non tralascia la potenza dei rapporti umani. "Bohemian Rhapsody" restituisce al mondo la grandezza dei Queen, in cui ciascun componente ha dato tutto se stesso, a volte faticando non poco nel sostenere le irrequietezze di Mercury. (?) Il film scorre in un attimo, tra concerti e dialoghi, rivelando tutto il mondo in cui si è mosso l'artista, il suo incontenibile talento, i rapporti con i componenti della band, il mondo della discografia, Mary, interpretata egregiamente da Lucy Bointon, l'amore e l'affetto più importante di Freddie, anche quando prende coscienza della sua vera sessualità. Il loro rapporto è mostrato con particolare attenzione, essendo la donna l'unico punto fermo della vita del cantante. (?) Con Bohemian Rhapsody Singer restituisce al pubblico la vera essenza dell'uomo e dell'artista, il talento, l'oscurità, l'incolmabile senso di vuoto, fino alla finale pacificazione dell'anima. (Maria Grazia Bosu, www.ecodelcinema.com)

Bohemian Rhapsody ci mostra un Freddie divoratore di affetto che troppo spesso si sente solo anche in mezzo alle persone che gli vogliono bene, costante emotiva della vita del cantante che lo ha poi condotto ad una primordiale rottura con parecchi membri del suo entourage e dei Queen. Gli eccessi, la voglia di sfondare, le doti mediatiche e teatrali, sono un pacchetto completo confezionato su misura per Rami Malek che ne gestisce il contenuto con una confidenza disarmante. (?) concedendoci dei momenti di assoluta bellezza e dolcezza che dipingono nel dettaglio l'amore di Mercury per la vita, ma anche l'odio che aveva nei confronti della solitudine - e forse anche dell'amore. (?) Ci sono voluti quasi vent'anni per avere una biopic sui Queen e Bohemian Rhapsody è sicuramente un prodotto che convince sia la vecchia che la nuova guardia di fan, concentrando l'attenzione su un Freddie Mercury strutturato con cura che ci concede dei momenti di estrema drammaticità degni di un uomo leggendario. (?) Un lavoro di alto livello, che restituisce grandezza non solo a Mercury, ma a tutta la musica dei Queen. (Francesco Paolo Lepore, www.cinematown.it)