lunedì 19 febbraio 2018 - ore 21

CITIZENFOUR

Regia: Laura Poitras - Fotografia: Laura Poitras, Kirsten Johnson, Trevor Paglen, Katy Scoggin - Montaggio: Mathilde Bonnefoy - Interpreti: Edward Snowden, Julian Assange, Laura Poitras, Glenn Greenwald, Ewen MacAskill - Germania/USA 2014, 114’, documentario, I Wonder Pictures.

Nel gennaio 2013, la regista Laura Poitras riceve una e-mail crittografata da uno sconosciuto che si firma "Citizen Four". L’uomo le offre informazioni sulle pratiche di intercettazione illegali della National Security Agency (NSA) e di altre agenzie di intelligence. La Poitras, nel giugno 2013, accompagnata dal giornalista Glenn Greenwald e dal reporter del The Guardian Ewen MacAskill, vola ad Hong Kong per incontrare lo sconosciuto, che si rivela essere Edward Snowden. Dopo quattro giorni di interviste l'identità di Snowden è resa pubblica su sua richiesta. Il 21 giugno, il governo degli Stati Uniti chiede al governo di Hong Kong di estradare Snowden. Lui riesce a partire da Hong Kong, ma il suo passaporto americano viene annullato prima che possa raggiungere L'Avana, costringendolo nell'aeroporto internazionale di Mosca. Qui il governo russo gli concede asilo temporaneo.

Non ci si può stupire se un personaggio come Edward Snowden, passato agli annali della cronaca per lo scandalo del Datagate, si sia rivolto a una documentarista militante come Laura Poitras, e, attraverso di lei, a Gleen Greenwald, il reporter del Guardian che, nel marzo del 2013, tramite una serie di articoli e di interviste televisive, rivelò al mondo il sistema di sorveglianza (e i relativi programmi di intelligence) per mezzo del quale gli Stati Uniti spiavano i propri cittadini e quelli degli altre nazioni. Una violazione della privacy e della libertà dell'individuo che, di fatto, estendeva i contenuti del Patriot Act - promulgato da George W. Bush per prevenire eventuali attacchi terroristici - a tutti i cittadini ritenuti in qualche modo oggetto di interesse da parte dei servizi segreti americani. (…) Una versione contemporanea del Grande fratello orwelliano, capace di intercettare ogni sorta di comunicazione (con e-mail, motori di ricerca e servizi online utilizzati come fonte primaria d'informazione) e in grado di ricostruire, attraverso la messa a sistema dei singoli dati, abitudini e stile di vita dei "ricercati". Citizenfour spiega, analizza, fornisce numeri, catapultando lo spettatore all'interno di una cospirazione di cui egli stesso è potenziale vittima. (…) Citizenfour si sofferma sulle anomalie del sistema, individuate nel tradimento dell'amministrazione Obama, che del ridimensionamento del Patriot Act aveva fatto uno dei suoi cavalli di battaglia, e sulla cospirazione dei suoi bracci armati, rappresentati dai vertici delle massime agenzie investigative (Cia, Fbi) e di sicurezza nazionale (Nsa). (…) Il film ha vinto l'Oscar 2015 come miglior documentario. (Carlo Cerofolini, www.ondacinema.it)

Un fatto di cronaca politica universalmente noto si trasforma in un thriller dalla tensione hitchcockiana, ibridato a tratti da tocchi di horror orientale e più spesso da codici da spy story internazionale. (…) Sono molteplici gli interrogativi inquietanti e urgenti legati all'idea di essere tutti spiati nelle comunicazioni e nei movimenti fisici e di denaro (quando non da droni). (…) La missione della Poitras su mandato di Snowden (un film che arrivi alla platea più grande) è compiuta. Ora la responsabilità va raccolta al di là dello schermo. Dedicato "a coloro che fanno grandi sacrifici per denunciare ingiustizie". (Raffaella Giancristofaro, www.mymovies.it)