mercoledì 1 febbraio 2012 - ore 21

“Shane Meadows”

DEAD MAN’S SHOES-CINQUE GIORNI DI VENDETTA

Regia: Shane Meadows - Sceneggiatura: Paddy Considine, S. Meadows - Fotografia: Danny Cohen - Musica: Aphex Twin - Interpreti: Paddy Considine, Toby Kebbell, Gary Stretch, Stuart Wolfenden, Neil Bell, Paul Sadot, Seamus O’Neal, Jo Hartley, George Newton, Paul Hurstfield, Emily Aston - GB 2004, 90’, Officine Ubu.

Quando Richard parte soldato, suo fratello Anthony che ha un ritardo mentale viene preso di mira da un gruppo di piccoli criminali. Dieci anni dopo quando Richard torna a casa prepara insieme al fratello una vendetta contro il branco, responsabile di qualcosa che lui non riesce a perdonare…

Un film secco e violento, senza pietà, dotato di gran ritmo e girato splendidamente. (...) Tutto il film è girato in 16mm, con un processo di sviluppo e stampa diverso a seconda che si tratti di sequenze ambientate nel presente o nel passato. (...) L’alternanza delle due linee temporali è gestita benissimo perché il passato del protagonista e del branco delle Midlands ci viene svelato pian piano a seconda della necessità. E l’ultimo flashback, con quella musica ossessiva, riesce ad essere realmente sconvolgente. Le Midlands sono quelle pianure fortemente urbanizzate che si trovano nella parte centrale dell’Inghilterra e comprendono tra le altre le città di Coventry, Nottingham e Birmingham. E’ qui che Shane Meadows ama ambientare i suoi film, perché gli permettono di inserire elementi fortemente autobiografici. Dead Man’s Shoes non fa eccezione, visto che la sceneggiatura (scritta in due sole settimane) è ispirata alla reale situazione in cui Meadows e Considine sono cresciuti. Il copione cerca l’estremo realismo nella costruzione dei personaggi e delle singole situazioni, anche se questo vuol dire cozzare contro i luoghi comuni di tanto cinema d’azione: un solo colpo d’arma da fuoco in un’ora e mezza, ad esempio. Nonostante la drammaticità della storia e del suo sviluppo, ai due sceneggiatori bastano pochi tocchi per farci sorridere e stemperare la tensione prima di tornare a prenderci a pugni in pancia. (Alberto Cassani, www.cinefile.biz)

"Dead Man's Shoes" è il primo lungometraggio di Meadows che, con l’amico d’infanzia Paddy Considine nei panni di co-sceneggiatore e protagonista, costruisce un buon esempio di cinema indipendente. Girato in sole otto settimane, con un’equipe di una dozzina di persone, per contenere i costi di produzione, è un thriller ben strutturato, duro, struggente e ironico. La regia scorre attraverso i due lari oscuri del protagonista, umano e al tempo stesso sadico e violento, che inchioda il branco alle sevizie perpetrate su Anthony prima di abbattere su di loro la sua vendetta. Una vendetta costruita con lentezza, facendo i conti coi propri sensi di colpa per aver abbandonato il fratello ad una vita difficile ed essergli stato così a lungo lontano. La macchina da presa scivola lungo le verdi colline del Midlands sino alla sofferenza di un Richard/Considine, capace di comunicare con poche parole, con un solo sguardo, l’intensità delle proprie emozioni, delle azioni che sta per compiere. Uno spaccato duro e spietato di una periferia inglese indifferente, perbenista e grigia, dove spaccio di droga e violenza cancellano ogni possibilità di uscire indenne. Presentato a Venezia il film può contare sulla splendida fotografia di Daniel Cohen e sull’ottima colonna sonora country-alternative comprendente brani di Laurent Garnier, Calexico e Aphex Twin.