giovedì 7 novembre 2019 - ore 21

DOVE BISOGNA STARE

Regia, soggetto e sceneggiatura: Daniele Gaglianone, Stefano Collizzolli - Fotografia: Matteo Calore - Montaggio: Enrico Giovannone - Interpreti: Jessica Cosenza, Lorena Fornasier, Georgia Borderi, Elena Pozzall - Italia 2019, 98', documentario, ZaLab.

C'è un Paese che ci raccontano come ostile nei confronti dei migranti, una narrazione su cui un ceto politico continua a costruire la propria identità e le proprie fortune elettorali a fronte di un'altra parte di ceto politico che sembra incapace di parlare a un Paese spaventato. Ma esiste anche un altro Paese, che pratica solidarietà e lotta per i diritti in maniera spesso informale e non strutturata. Il film racconta quattro donne, Elena, Georgia, Lorena e Jessica, di età diverse, che in luoghi diversi sono impegnate nella difesa di questi diritti.

Dove bisogna stare (?) a differenza di molte altre indagini sul tema delle migrazioni, non dà per assodato nulla e cerca di assumere il punto di vista e le difficoltà di chi arriva nel nostro Paese spesso intendendolo come una tappa verso altre destinazioni. Non considera scontata nemmeno la complessità burocratica per chi ha bisogno di asilo, assistenza medica, supporto di mediazione culturale e linguistica, informazione sui propri diritti e doveri. Tutto quello insomma di cui i privati cittadini, i volontari, gli operatori del sociale e i gruppi spontanei di solidarietà si occupano da anni nel silenzio quasi totale dei media mainstream, più concentrati a inseguire le strumentalizzazioni del fenomeno da parte di alcune parti politiche. (?) Nel registrare le difficoltà quotidiane raccolte dalle quattro protagoniste, cadono anche molti illusori luoghi comuni, come l'aspettativa paternalistica di forme di gratitudine o la possibilità di identificazione totale in chi arriva. Quello che il film dimostra è che nell'osservare a distanza ravvicinata l'altro, progressivamente ci si riconosce in lui e si arriva per lo meno a ricalibrare la nostra enorme libertà di movimento. Ricordandoci che la prima condizione per esprimere un'opinione individuale è il dovere di informarsi. (Raffaella Giancristofaro, www.mymovies.it)

Elena, Oulx. Elena vive a Oulx e lavora a Bussoleno presso un Istituto Superiore che si occupa di formazione. In una valle abituata da sempre a mobilitarsi per affrontare situazioni difficili con movimenti nati dal basso, per Elena occuparsi del nuovo fronte aperto a Bardonecchia è stato fisiologico. Ora ospita, nella sua casa, un giovane camerunense salvato in extremis dai volontari. Georgia, Como. Georgia, 26 anni, faceva la segretaria in uno studio medico. Un giorno saputo dell'arrivo dei primi migranti in stazione è andata a vedere. Si è trovata davanti 80 persone e un accampamento improvvisato: la frontiera svizzera si era chiusa. Ha pensato che fosse giusto fermarsi a dare una mano. Lorena, Pordenone. In un'area industriale vuota da anni trovano riparo pakistani, afghani e bengalesi che non riescono a entrare nei percorsi di accoglienza istituzionali. Lorena, 64 anni, psicologa e psicoterapeuta, da quando dalla rotta balcanica hanno iniziato ad arrivare decine di persone al giorno, collabora con una rete di solidarietà di cittadini auto-organizzati. Jessica Cosenza. Jessica, 22 anni, è sempre incazzata: lei è il centro di gravità di una grossa occupazione abitativa in centro a Cosenza. In un edificio abbandonato vivono quasi ottanta persone. Famiglie, singoli, gambiani arrivati da poco in Italia, marocchini che ci stanno da vent'anni, italiani. Casa sua è una stanza al primo piano. Poi c'è la guardiola all'ingresso in cui a turno gli occupanti stanno di guardia per non farsi trovare impreparati da un possibile sgombero.