mercoledì 28 febbraio 2018 - ore 21

EL ABRAZO DE LA SERPIENTE

Regia: Ciro Guerra - Sceneggiatura: Jacques Toulemonde Vidal, C. Guerra - Fotografia: David Gallego - Montaggio: Etienne Boussac - Interpreti: Brionne Davis, Jan Bijvoet, Luigi Sciamanna, Nilbio Torres, Antonio Bolivar, Yauenkü Migue - Colombia/Venezuela/Argentina 2015, 125’, Movies Inspired.

Amazzonia. Karamakate è uno sciamano che vive in solitudine dopo lo sterminio del suo popolo da parte dei bianchi. Un giorno una guida gli chiede di aiutare, con le sue arti mediche, un ricercatore gravemente ammalato. Subito rifiuta ma poi li accompagna alla ricerca di una pianta medicinale molto rara, sperando di riuscire a ritrovare anche qualche sopravvissuto della sua gente. Molti anni dopo lo sciamano viene raggiunto da un etnobotanico che è alla ricerca della stessa pianta.

El abrazo de la serpiente è il racconto liberamente ricostruito dalle memorie di Theodor Koch-Grünberg e Richard Evans Schultes, un etnologo tedesco ed un biologo statunitense che affrontarono l’Amazzonia in tempi diversi con scopi diversi. Trent’anni li separano, nel 1909 si colloca la storia del primo che, vecchio e malato, non tornò più in Germania; negli anni Quaranta quella dell’altro, giovane e con qualche ideale in meno. (…) Guerra muove la sua macchina fra gli orrori, gli abusi, la pertinace violazione del diritto alla vita inflitta dall’uomo bianco alla nuda innocenza di quei popoli. Nei tableaux vivants che si materializzano nel giro di brevi sequenze, c’è la storia di secoli di sopraffazione scritta nelle tribù decimate, asservite al delirio del pazzo di turno che si crede Gesù o al sadismo di monaci che insegnano il Vangelo a suon di frustate. Cortecce di alberi secolari, violate dalle incisioni dei raccoglitori di caucciù, sgocciolano la loro linfa preziosa nei secchielli raccolti da schiavi miserabili che invocano la morte quando l’alternativa è la mutilazione di qualche pezzo del proprio corpo per non aver raccolto il quantitativo giornaliero, la foresta che il regista attraversa è un corpo malato allo stadio terminale, luogo di collisione dove impera un senso profondo di tragedia. (…) Karamakate fu guida per entrambi gli scienziati alla ricerca della yakruna, una pianta rara dalle proprietà allucinogene e terapeutiche che all’anziano e malato Theo avrebbe riportato le forze, a Schultes denaro. Theo morì in Amazzonia (…), Schultes non ottenne la yakruna, prezioso elemento naturale purificatore del caucciù, che Karamakate distrusse nel suo ultimo esemplare quando capì le vere intenzioni dell’uomo. (Paola Di Giuseppe, www indie-eye.it)

Girando in un ammaliante bianco e nero, Ciro Guerra si prefigge l’obbiettivo di raccontarci una parte di mondo ancora in larga parte inesplorata come l’Amazzonia, mostrandocela dal punto di vista degli indigeni e concentrandosi sui riti, le credenze e le leggende delle persone che abitano questi posti magnifici e incontaminati. (…) El abrazo de la serpiente ci immerge in un viaggio esistenziale e sensoriale, che ci mostra una cultura a noi così lontana nel modo più onesto e asciutto possibile, creando al tempo stesso un ideale ponte con la nostra civiltà. I due scienziati coprotagonisti della pellicola rappresentano i tanti vizi e difetti che la civiltà occidentale ha sempre avuto nei confronti di questi popoli e in generale verso ciò che non conosce: diffidenza, mancanza di rispetto e inaffidabilità. (…) El abrazo de la serpiente è un omaggio rispettoso e approfondito a un luogo, a un popolo e alla loro storia, spesso fatta di sangue, soprusi e sopraffazione. (Marco Paiano, www.cinematographe.it)