mercoledì 23 maggio 2018 - ore 21

FREE STATE OF JONES

Regia e sceneggiatura: Gary Ross - Fotografia: Benoît Delhomme - Montaggio: Pamela Martin, Juliette Welfling - Interpreti: Matthew McConaughey, Gugu Mbatha-Raw, Mahershala Ali, Keri Russell, Brian Lee Franklin, Donald Watkins, Christopher Berry, Sean Bridgers, Bill Tangradi, Thomas Francis Murphy, Joe Chrest, Jacob Lofland, Jessica Collins - USA 2016, 139', 01 Distribution.

1862. Guerra di Secessione. L'infermiere dell'esercito sudista Newt Knight diserta per riportare a casa il cadavere del nipote a cui non è stato prestato soccorso dopo che era stato ferito. Giunto a casa è testimone di altri soprusi commessi dai soldati confederati nei confronti della popolazione e inizia a raccogliere intorno a sé uomini e donne bianchi e neri pronti ad opporsi alle prepotenze. Nasce così un piccolo stato libero e indipendente sotto la guida di Knight. Da una storia vera.

Gary Ross ha lavorato a questo progetto per 10 anni. Dal momento in cui ha scoperto questa straordinaria figura, ci sono voluti anni di ricerche per scoprire la verità su Newt Knight e cosa avesse fatto nel dettaglio. (?) Free State of Jones racconta il punto di vista dei più deboli, decisi ad alzare la testa e a lottare per difendere le famiglie di tutta la comunità. È un film da vedere e apprezzare.

Quando nell'ultima parte del film diretto da Gary Ross si vedono comparire nella notte gli uomini a cavallo con i mantelli e i cappucci del Ku Klux Klan il pensiero non corre a Griffith e al suo Nascita di una nazione che ne cantava le gesta ma piuttosto al fatto che il Klan esista ancora oggi e che abbia manifestato il suo appoggio al neoeletto presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Perché questo film dall'andamento classico e dalla durata considerevole ha il grosso pregio di portare a conoscenza del grande pubblico un fatto storico di non secondaria importanza che finora era stato al centro solo di studi specialistici. (?) Il cinema tra i suoi compiti ha anche quello di fare memoria e luce su eventi che alcuni preferirebbero rimanessero confinati nell'oblio. Ross come, tanto per fare un esempio, il Vancini di Bronte-Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato, ripropone quanto accadde supportandolo di date e di riferimenti precisi evitando di proposito scene troppo cruente. Perché forse gli piacerebbe che il suo film venisse proiettato nelle scuole del suo Paese. Ku Klux Klan permettendo. (Giancarlo Zappoli, www.mymovies.it)

Durante la Guerra Civile americana il barelliere Newton Knigh diserta, torna nel Mississippi e forma un piccolo esercito di schiavi e contadini per combattere le angherie delle truppe confederate. Non otterrà l'aiuto dei "liberatori" nordisti; e, a guerra finita, i padroni del cotone faranno votare leggi per ripristinare la schiavitù, spalleggiati dal Ku Klux Klan. Epic basato su un episodio autentico del tipo che non compare nei libri di storia, messo in scena come un Robin Hood delle paludi (cui dà volto un Matthew McConaughey grondante di carisma), ma senza l'allegria della banda di Sherwood. L'importanza del soggetto è superiore al suo trattamento drammaturgico, alquanto schematico e manicheo. Però non capita spesso di vedere un film che è anche una lezione di storia: alla faccia di Rossella O'Hara e dei suoi romantici cavalieri del Sud, la guerra è una partita d'affari combattuta sulla pelle dei poveracci. E il protagonista ha già capito che la questione razziale è questione di lotta di classe. (Roberto Nepoti, www.repubblica.it)