mercoledì 8 giovedì 9 febbraio 2012 - ore 21
GIANNI E LE DONNE
Regia e sceneggiatura: Gianni Di Gregorio - Fotografia: Gogò Bianchi - Musica: Carratello, Ratchev - Interpreti: Gianni Di Gregorio, Valeria Bendoni, Alfonso Santagata, Elisabetta Piccolomini, Valeria Cavalli, Aylin Prandi, Kristina Cepraga, Michelangelo Ciminale, Teresa Di Gregorio, Lilia Silvi, Gabriella Sborgi - Italia 2011, 90’, 01 Distribution.
Pensionato-nullafacente-massaio vive in un appartamento insieme a moglie e figlia. Ha una madre, difficile da gestire, che vive con una badante in una ricca villa alla passeggiata archeologica di Roma.
Gianni e le donne, tra risate fragorose e riflessioni intrise di amarezza e malinconia, racconta con semplicità lo smarrimento di un uomo di mezz'età che si rende conto di non piacere più come una volta alle donne e di non essere in un certo senso più padrone della sua vita. Le giovani lo vedono, come è giusto che sia, come uno zio o un nonno saggio, le sue sveglie coetanee capiscono la sua grande bontà d'animo e la sua estrema disponibilità e finiscono per approfittarne, mentre le donne più anziane non fanno che sfruttare le sue buone maniere e il suo essere così tanto servizievole per il loro tornaconto. Una commedia poetica, delicata ma ficcante che, come Pranzo di Ferragosto, analizza la crisi esistenziale di un uomo maturo stravolto da una repentina ma necessaria presa di coscienza di sé e dello scorrere del tempo. L'autenticità di volti, luoghi, situazioni e personaggi insieme ad allegri momenti di convivialità raccontati quasi timidamente ma con tanto amore dall'attore/regista/sceneggiatore del film Gianni Di Gregorio, permettono allo spettatore di assaporare l'essenza di questa storia sin nel profondo, e di accompagnare Gianni in un divertente ma difficile viaggio alla ricerca di una nuova dimensione. Dopo il felicissimo expoit della sua opera prima, Gianni di Gregorio torna a parlarci di sé, del suo essere stato figlio unico di madre vedova, della sua città, della sua visione del mondo, della sua introversa natura di uomo di cinema che ha trovato finalmente una dimensione, e del suo gentile e platonico amore per tutte le donne. Il tutto in un film autobiografico che riesce a pigiare sull'acceleratore rispetto al predecessore risultando al contempo più divertente e assai più amaro, con qualche battuta folgorante sparsa qui e là che da sola vale il prezzo del biglietto. (Luciana Morelli, www.movieplayer.it)
Continua a cantare la vecchiaia - no, non la terza età, proprio la vecchiaia - Gianni Di Gregorio, che già aveva servito un genuino Pranzo di ferragosto per le sue arzille cariatidi: con l’opera seconda, autobiografica per titolo, riflette il declino dell’appeal maschile al calar della vita. (...) Un gioiellino à la Tati, ma sensibilmente nostrano: la città delle donne Di Gregorio se la immagina, non la porta a casa, dove, viceversa, pernottano due adolescenti più veri del vero, che i nostri teen-movie se li sognano. E poi c’è lui: (...) cerca l’avventura, trova l’irresistibile leggerezza della comicità e torna da mammà (Valeria de Franciscis, un miracolo). (Franco Pontiggia, Il Fatto Quotidiano)
Poiché la mamma è la stessa di Pranzo di ferragosto, Gianni e le donne è un ideale seguito del film precedente. È però, è molto di più. Di Gregorio vince alla grande la scommessa del secondo film, perché è enormemente cresciuto come sceneggiatore e come regista. (...) Nel suo mettersi in scena, Di Gregorio sembra un Woody Allen trasteverino passato attraverso la comicità sospesa, a volte amara, di Nanni Moretti. (Alberto Crespi, L’Unità)
