mercoledì 29 febbraio 2012 - ore 21

HOLY WATER

Regia: Tom Reeve - Sceneggiatura: Michael O'Mahony - Fotografia: Joost van Starrenburg - Musica: Tom Batoy, Franco Tortora - Interpreti: John Lynch, Cornelius Clarke, Lochlann O'Mearan, Cian Barry, Susan Lynch, Linda Hamilton, Deirdre Mullins, Tommy 'Tiny' Lister, Stanley Townsend, Angeline Ball, Ray Callaghan, Frank Dunne, Adam Astill, Lisa Catara, Dara Clear, Chrissie Cotterill - GB 2009, 95’, Mediterranea.

In un piccolissimo villaggio irlandese impoverito dalla crisi, quattro amici tentano il colpo della vita rapinando il furgone di una fabbrica di Viagra, con l’intento andare a smerciarlo in Olanda. A furto avvenuto la ditta americana spedisce sul posto dei terribili poliziotti armati dei più moderni e sofisticati strumenti investigativi. I quattro, che già si vedono in prigione, nascondono le confezioni di Viagra in un pozzo le cui acque, ritenute miracolose, servono l'intero villaggio. Ma il Viagra si scioglie contaminando quelle acque...

Tom Reeve prende I soliti ignoti di Monicelli, li riveste di humour britannico e dirige un film pacato, surreale e soprattutto molto divertente. I ladri di Monicelli erano mossi dalla fame e dalla povertà, quelli di Reeve hanno dei lavori poco appaganti, come nel caso del postino, o per nulla remunerativi, come nel caso del meccanico o dell’albergatore, insomma sono poveri tanto quanto quelli del regista italiano ed in più sono annoiati a morte da un paesaggio avvolto dalla nebbia, sempre uguale a se stesso, dove le donne vestono in maniera castigatissima, e l’unico svago, trasformato anch’esso in routine, che si concedono gli uomini è una pinta di birra al pub. La parte più divertente del film è sicuramente quella iniziale, dove si sviluppa il piano e dove viene descritta l’Irlanda post crisi economica fatta di immobilità e di mancanza di prospettive per i giovani privati di speranze e di appigli. (...) La regia è classica, un po’ minimalista, ma perfetta per una pellicola leggera come questa, non mancano belle inquadrature supportate anche dai paesaggi da cartolina che offre la verde Irlanda. Il film è molto divertente, spensierato e leggero, i dialoghi che si scambiano i quattro giovani-rapinatori sono spassosi e surreali, ma le figure più riuscite sono quelle dei due anziani e del parroco che vivono in un limbo tra la morte che non arriva e i giorni privi di emozioni sempre uguali tra loro. (Attilio Pietrantoni, www.cabiriamagazine.it)

Holy Water è una commedia comica che svela anche, seppure in sottofondo, le difficoltà dovute alla crisi finanziaria che ha colpito duramente l’Irlanda. Quello di Tom Reeve è il classico film che fa ridere di gusto, accontentandosi di pochi, semplici escamotages e di battute graffianti (...). Comico l’incontro tra gli abitanti del paesino e la task force americana giunta a indagare sul furto del carico: tra i furgoni traballanti, stride la hummer dotata di radar e altre diavolerie tecnologiche, mentre l’omone di colore conquista le giovani donne del villaggio. Splendide le riprese iniziali delle coste irlandesi, con le rocce frastagliate schiaffeggiate dalle onde del mare in tempesta. Gli echi di L’erba di Grace, per il tema della “droga” diffusa involontariamente, e di Svegliati Ned, per il piccolo villaggio irlandese che si coalizza contro gli “estranei”, sono evidenti. Piccoli gioielli come Holy Water sono da pubblicizzare e da valorizzare perché, bisogna dirlo, commedie come queste, sanno farle solo nel Regno Unito. (Daria Castelfranchi, www.cinemalia.it)