mercoledì 6 e giovedì 7 maggio 2020 - ore 21

IL PROFESSORE CAMBIA SCUOLA

(Les grands esprits) Regia: Olivier Ayache-Vidal - Sceneggiatura: O. Ayache-Vidal, Ludovic du Clary - Fotografia: David Cailley - Montaggio: Alexis Mallard - Interpreti: Denis Podalydès, Abdoulaye Diallo, Tabono Tandia, Pauline Huruguen, Alexis Moncorge, Emmanuel Barrouyer, Zineb Triki, Léa Drucker, François Petit-Perrin, Marie Rémond, Charles Templon, Mona Magdy Fahim - Francia 2017, 106', PFA Films.

François Foucault è professore di lettere al prestigioso liceo Henri IV di Parigi. Durante una serata, l'uomo si lamenta con una funzionaria dell'Educazione nazionale dei problemi delle scuole di periferia dove bisognerebbe inviare dei professori più competenti. Il messaggio viene recepito e François si ritrova a dover accettare, per la durata di un anno, il trasferimento in un liceo di periferia da cui si aspetta il peggio. Dovrà confrontarsi con i limiti del sistema educativo e mettere in discussione i suoi principi e i suoi pregiudizi.

Per più di due anni cinquecento studenti e quaranta professori dell'istituto Maurice Thorez di Stains si sono offerti all'occhio attento del regista. Il professore cambia scuola si candida a essere così un lucido spaccato dell'istruzione pubblica francese (?) Tutto merito di una scrittura solida e credibile, libera da orpelli e stereotipi, capace di affrontare tematiche attuali con la leggerezza e il graffio della migliore tradizione della commedia francese (?). Il resto lo fanno gli attori: da un lato Denis Podalydès, interprete straordinario del professor Foucault, maschera dallo sguardo ingenuo e insieme intransigente, composto, misurato e umano tanto quanto basta per farlo finire nella lunga galleria di professori-poeti capitanati dall'indimenticabile Robin Williams de L'attimo fuggente; dall'altro i ragazzi, disarmanti, commoventi, un microcosmo di mondi diversi, scelti tra tutti gli studenti conosciuti nei due anni trascorsi in quella scuola seguendone ritmi, vicende e consigli disciplinari. (Elisabetta Bertucca, www.movieplayer.it)

Multietnico e confusionario, il mondo della periferia risulta incomprensibile a François. Qui scopre ben presto che l'autorità esercitata sugli studenti della Parigi bene (rassegnati a subirne le bizze per proseguire il percorso di studi) va ricostruita passo dopo passo. Ci sono colleghe che piangono perché incapaci di farsi rispettare, docenti che gli suggeriscono la mano pesante e il continuo spettro dei provvedimenti disciplinari per tenere in riga i ragazzi. La percentuale di espulsioni è altissima, l'abbandono scolastico una realtà da non sottovalutare. Dopo aver ricevuto un paio di lezioni memorabili dai ragazzi, François capisce di essere innanzitutto lui ad aver bisogno di cambiare per comunicare con loro, trasformando Il professore cambia scuola in un grande racconto di formazione sì, ma quello di un professore. (?) Ridicolmente pomposo sin dal nome, François Foucault è un personaggio che riesce ad abbattere sia lo stereotipo del professore bianco, ricco, pieno di preconcetti rispetto alla periferia multietnica e senza filtri, sia quello del docente coraggio, martire per i suoi studenti. ll professore cambia scuola racconta soprattutto la sua di parabola, alla scoperta di sé stesso e della vitalità talvolta rabbiosa di un mondo lontano dall'attenzione dell'establishment. Occorrerà gran parte del film al protagonista per intuire come dietro i bei discorsi e le buone intenzioni ci sia un sistema disegnato per far fallire gli studenti di periferia, convincendoli di essere stupidi o problematici ancor prima che si siedano in classe. (Elisa Giudici, www.mondofox.it)