mercoledì 30 novembre e giovedì 1 dicembre 2022 - ore 21

IL TEMPO RIMASTO

Regia: Daniele Gaglianone - Sceneggiatura: D. Gaglianone, Stefano Collizzolli - Fotografia: Andrea Parena, Matteo Calore, Mauro Nigro, Paolo Rapalino - Montaggio: Enrico Giovannone - Interpreti: Gianni Da Deppo, Mariola Fammilume, Irene Faraon, Tonino Mancino, Paola Mazzetti, Mario Mollo, Addis Zagato - Italia 2021, 85', documentario, Zalab.

Quando il passato riemerge può rivelarsi indomabile e diventare un altro presente, il qui e ora di uno spazio nitido e indefinito allo stesso tempo, sospeso in uno stato d'animo che toglie il fiato. Il film realizza un viaggio dentro questa dimensione, raccontando cosa significa attraversare questa soglia e restarci in bilico fra lacrime inattese e risate improvvise. Una riflessione sulla vecchiaia e su cosa si può scoprire guardandosi in questo specchio, che nasce da un lungo percorso di ascolto e decine di lunghi incontri in cinque regioni italiane, alla ricerca di un mondo "fino a ieri" che a volte appare remotissimo e a volte stranamente presente.

Nel suo ultimo documentario Gaglianone ricostruisce un itinerario antropologico che unisce terra e cielo, mare e montagna, nascita e morte, guarda al legame intessuto da storia e memoria, uomo e mondo, natura e cultura e sceglie di mettere in evidenza tanto l'inevitabile oltraggio dei cambiamenti che il tempo ha generato quanto l'urgente bisogno di riscoperta e rivalorizzazione di ciò che resta di quegli anni vissuti e ancora da vivere. È un viaggio affettivo, non privo di nostalgia e rabbia, a volte malinconico altre volte proiettato nel futuro, sempre attento, curioso, sincero nel sottolineare le emozioni a partire dalla forza degli sguardi, dall'imprevedibilità dei sorrisi, dal movimento delle mani. Un film audace perché capace di dare voce agli anziani per fargli raccontare la storia della loro gioventù, anche se irrisolta, sghemba, senza via d'uscita, proprio oggi, in un tempo sospeso e fragile, dopo anni di pandemia e crisi della percezione del tempo ma anche in anni storditi e inorriditi dall'immagine stessa della vecchiaia sempre più "sgomberata" dal nostro immaginario. Proprio oggi che sembra diffuso il disinteresse ad ascoltare certe storie, che sembra smarrita la voglia di osservare e andare al di là delle apparenze, Il tempo rimasto rievoca la voglia di capire e di vedere. Fermarsi per andare indietro e avanti. (Matteo Mazza, www.duels.it)

«Realizzare Il tempo rimasto è stata un'opportunità che spero sia condivisa dagli spettatori: la possibilità di ascoltare parole che sembra che la nostra società non voglia più ascoltare; osservare e scrutare volti che la nostra società sembra non voler più vedere. Mai come in questi due anni di pandemia si è parlato di chi ha molti anni sulle spalle e vive una condizione di fragilità; ma nello stesso tempo la vecchiaia è sparita dalla nostra quotidianità. L'attenzione alla salute degli anziani ha prodotto un allontanamento dal resto delle persone. Nel film non si parla di emergenze sanitarie e l'attualità non domina il procedere del racconto, tutt'altro. Dopo aver fatto questo lungo viaggio in decine e decine di storie, di ricordi tristi e felici, penso di aver vissuto il privilegio di incontrare un mondo prezioso. Farebbe bene al nostro mondo bulimico, sempre più schiacciato su un presente scivoloso perdersi in questo tempo sospeso. Sarebbe saggio prenderselo questo tempo di ascolto e di incontro, andando alla ricerca del tempo cristallizzato in una fotografia, in un brillare di occhi, in una risata, in un silenzio». (Daniele Gaglianone)