mercoledì 24 e giovedì 25 gennaio 2018 - ore 21

IL VIAGGIO DI FANNY

(Le voyage de Fanny) Regia: Lola Doillon - Sceneggiatura: L. Doillon, Anne Peyrègne - Fotografia: Pierre Cottereau - Montaggio: Valérie Deseine - Interpreti: Léonie Souchaud, Fantine Harduin, Juliane Lepoureau, Ryan Brodie, Anaïs Meiringer, Lou Lambrecht, Malonn Lévana, Pascaline Crêvecoeur, Julien Vargas - Belgio/Francia 2016, 94', Lucky Red.

Francia, 1943. Fanny Ben-Ami, 13 anni, e le sue due sorelline vengono portate dalla madre in una comunità che protegge bambini ebrei. Lì conoscono altri coetanei e con loro, quando i rastrellamenti nazisti si intensificano, tentano la fuga verso la Svizzera. Faranno i conti con la fame, il freddo e l'odio dei nemici, ma incontreranno anche persone disposte a proteggerli a rischio della propria vita. Malgrado le difficoltà e la paura riusciranno a conservare il loro essere bambini, imparando a diventare indipendenti e scoprendo il valore della solidarietà. Il film è basato sul romanzo autobiografico di Fanny Ben-Ami.

Il viaggio di Fanny è il racconto sentito dell'infanzia negata, di come i drammi della vita costringano a crescere velocemente, è un viaggio attraverso il dolore, la solitudine e la perdita degli affetti più cari. (?) Durante la Seconda Guerra Mondiale un pugno di persone coraggiose e altruiste si sono adoperate, a rischio della loro vita, per costituire delle colonie in cui ospitare i bambini ebrei, nel tentativo di sottrarli alla furia nazista che effettuava inauditi rastrellamenti a tappeto. Grazie a queste persone di buona volontà molti bambini sono sopravvissuti al genocidio, seppur la maggior parte di loro non abbia più riabbracciato i propri cari. La regista, per rispettare i canoni della finzione e creare la giusta empatia con il pubblico, fonde al racconto di Fanny l'esperienza di altri bambini, realizzando un racconto drammatico ma anche avventuroso, carico di quel pathos che riesce a coinvolgere anche i più piccoli nella narrazione. La Doillon sceglie di realizzare un film privo di vere e proprie scene di guerra o di bombardamenti; il girato non mostra mai il conflitto in modo cruento, lasciando percepire il dramma dagli sguardi dei protagonisti. (?) Bravissimi gli attori bambini, e brava Cécile De France nei panni di Madame Forman, personaggio che racchiude in sé le figure di diverse donne che si sono spese a favore dir questi sfortunati bambini. (?) Impossibile non pensare alle tante persecuzioni dell'oggi, che vedono bambini in fuga dai loro paesi di origine, nel vedere come il male e la follia umana non abbiano mai fine. Il viaggio di Fanny, trionfatore al Giffoni 2016, è un film sentito e ben fatto, un monito a non dimenticare, un inno al coraggio e alla determinazione. (Maria Grazia Bosu, www.ecodelcinema.com)

Dall'incontro fra la regista Doillon e Fanny, oggi ottantaseienne e residente a Tel Aviv, è nato questo film, un'occasione importante per narrare  un periodo della storia ai ragazzi più giovani ma anche uno strumento per trasmettere a tutti la memoria della Shoah. Una storia sull'infanzia negata e sull'orrore della guerra che ha portato questi bambini e tutti quelli realmente coinvolti nella barbarie a crescere velocemente e a dover fare i conti fin da subito con la crudeltà di cui sono capaci alcuni esseri umani. Il dramma della guerra lo si percepisce nel film semplicemente dagli sguardi impauriti dei piccoli protagonisti, senza il bisogno di mostrare scene di bombardamenti e di guerra. Gli attori che hanno interpretato i piccoli ebrei in fuga si sono rivelati molto bravi nei loro ruoli e molto convincenti nonostante il cruento tema affrontato. (Krizia Recupero, filmforlife.org)