giovedì 1 febbraio 2018 - ore 21

INDIVISIBILI

Regia: Edoardo De Angelis - Sceneggiatura: Nicola Guaglianone, Barbara Petronio, E. De Angelis - Fotografia: Ferran Paredes Rubio - Montaggio: Chiara Griziotti - Interpreti: Angela Fontana, Marianna Fontana, Antonia Truppo, Massimiliano Rossi, Toni Laudadio, Marco Mario De Notaris, Gaetano Bruno, Gianfranco Gallo, Peppe Servillo - Italia 2016, 100', Medusa Film.

Viola e Dasy sono due gemelle siamesi unite sul fianco. Per questa loro particolarità sono sfruttate da un padre che le porta in giro a esibirsi come cantanti, salvo poi intascarsi tutti i loro guadagni per alimentare il vizio del gioco. Qualcosa però cambia quando entrambe scoprono che tramite un'operazione si potrebbero separare?

Indivisibili è un film che racconta l'avventurosa conquista della normalità, non dell'eccezionalità, che ossessiona la nostra civiltà, da parte di due aliene che in realtà sono più normali di tutti, come dice Titti, la madre, a Peppe, il quale dubita che possano cavarsela da sole ("Chelle so doje handicappate ma che ponn fa?") "Peppi' chelle so cchiu normal' e me e te! ". In uno dei dialoghi più emozionanti del film, e forse del cinema italiano degli ultimi anni, quando Viola manifesta la sua paura di separarsi dalla sorella ("Ma sta gabbia, comm' a chiamm tu, simm nuje, simm nate accussì"), Dasy sintetizza mirabilmente questa voglia di normalità ("E cert' ca teng' paura, mic' so scem! Però je m'a sent che vogl' rischia'. Penso che ne vale a' pena pecché voglio viaggia', vogl' ire a balla' vogl'... nu cellulare! me voglio bere na' butteglia e' vino senz' 'a paura ca po' t'mbriac pure tu... vogl' fa ammore. Vogl' fa 'ammore pecché so femmena e vogl' fa 'ammore"). È una favola dura, un viaggio avventuroso e faticoso per la conquista della libertà, una metafora azzeccata, a ben pensarci, della condizione umana. È un film colto e ricco di citazioni evidenti o meno (i nomi delle protagoniste sono un omaggio alle due gemelle siamesi Violet e Daisy Hilton, interpreti del famosissimo film Freaks di Tod Browning del 1932), ma anche popolare, pieno di musica (di Enzo Avitabile) e le canzoni non sono affatto cupe e tristi, anzi. Le due gemelle Fontana, per la prima volta sullo schermo, sono due attrici nate, incredibili nei loro duetti e nel sopportare un trucco che le costringe a essere unite per quasi tutta la durata del film. (Ugo Baistrocchi, Il Sussidiario)

L'unione forzata delle due ragazze serve al regista per ragionare in maniera metaforica sul valore del sacrificio e della sofferenza: in un'Italia dilaniata dalla povertà e da una società che sembra aver smarrito qualsiasi guida morale, privarsi di chi ci sta accanto per provare a trovare la propria strada presuppone un'abbondante dose di coraggio e di determinazione, qualità che le due gemelle dimostreranno di possedere. Indivisibili è una favola immersa nel reale che emoziona e appassiona analizzando in modo nuovo una serie di conflitti da sempre esistenti come bello e brutto, canonico e diverso, con un  finale di speranza per chi con sacrificio prova ad uscire dalla gabbia in cui è stato imprigionato. Mix equilibrato tra esoterismo, magia, favola e neomelodicità appartenenti ad un territorio come quello campano, Indivisibili ci accompagna nella possibilità del cambiamento e della separazione conquistate con il dolore, attraverso la purezza di queste due gemelle che lottano e soffrono pur di ottenere il proprio affrancamento e la propria libertà. Un film poetico, bello da vedere e da guardare, intenso per l'interpretazione delle due sorelle Angela e Marianna Fontana. (Federica Rizzo, darumaview.it)