mercoledì 27 giovedì 28 aprile 2022 - ore 21

JOSEP

Regia: Aurel - Soggetto e sceneggiatura: Jean-Louis Milesi - Montaggio: Thomas Belair - Musiche: Sílvia Pérez Cruz - Animazione, Francia/Spagna/Belgio 2020, 71’, Lumière & Co.

Il resoconto della vita avventurosa di Josep Bartolì, disegnatore e fumettista che partecipò tra le file dei repubblicani alla guerra civile spagnola. Nel 1939 per sfuggire alla dittatura franchista scappò in Francia dove venne detenuto prima dai francesi, poi da nazisti. Testimone di quel periodo tremendo è il francese Serge, guardia del campo, il quale molti anni dopo racconterà la storia del suo rapporto con Bartolì al giovane nipote. Bartolì riuscì a scappare in Messico, dove si unì alla avanguardie culturali. Negli USA disegnò scenografie per Hollywood, finché il suo nome non finì nella lista nera...

Josep Bartolì è una di quelle figure che la storia ha lasciato ai margini, perché facente parte di un periodo controverso della storia francese e spagnola. Stiamo parlando della Guerra civile spagnola e la conseguente fuga in Francia, luogo che per i reduci repubblicani divenne una prigione. Quale modo, allora, di raccontare una vita del genere, se non attraverso l’animazione? Lo stile e la forma restituiscono tutto il peso del periodo nel campo di concentramento e in seguito la libertà in Messico al fianco di Frida Kahlo. (…) Da un continente all’altro, il film passa dal grigio ai colori pieni, sgargianti. È una storia d’amicizia, d’amore e di molto altro. “Fai delle caricature perché quello che hai visto, quello che conservi nella memoria, ti fa paura” dice Frida Kahlo al nostro Josep. Il disegno è diventato, per l’artista, un modo per affrontare le atrocità del passato, elaborarle attraverso una fervida immaginazione e grande talento. Il bianco e nero viene sostituito dal colore solo alla fine dei suoi anni, quando quel dolore era stato metabolizzato. (…) Josep è come un fulmine a ciel sereno, un’opera che non ti aspetti e alla fine lascia il suo marchio impresso negli occhi. Immagini, parole e volti ritornano alla mente anche dopo la visione. L’avventura di Bartolì si mescola al nostro vissuto, diventa anche la nostra storia. Josep di Aurel è un film d’animazione che arriva dritto al cuore, come un pugno dove ogni dito incarna un’emozione diversa. (Riccardo Careddu, www.cinematographe.it)

Nato nel 1910 a Barcellona e morto a Manhattan nel 1995, Josep Bartolí ha vissuto un’esistenza poco conosciuta quanto ricca e meritevole di visibilità. Aurel ce la racconta partendo da una cornice semplice quanto efficace, il rinvenimento di disegni dell’artista da parte di un giovane graffitaro a casa del nonno morente, che ha servito come guardia nei campi in cui l’illustratore è stato tenuto prigioniero. (…) Aurel adatta lo stile grafico del suo film ai diversi momenti che ci vengono mostrati, proponendo cinque approcci diversi per altrettante atmosfere diverse, coerenti con il momento personale e artistico che viene rappresentato, dai marroni e grigi della guerra ai colori vibranti che tratteggiano i momenti messicani. Quello che viene fuori è una sorta di road movie stilistico, un viaggio nel mondo artistico di Josep Bartolí che guida lo spettatore in una storia tutta da scoprire e vivere, travolgendolo con le sue emozioni. (…) Josep è il tributo di un artista a un altro artista, per un percorso che ne ripercorre momenti della vita così come l’evoluzione stilistica. Il tutto senza rinunciare a proporre uno spaccato di un periodo difficile e poco rappresentato sul grande schermo come quello dei campi di concentramento in cui erano tenuti i rifugiati spagnoli dal 1939. (Antonio Cuomo, www.movieplayer.it)