giovedì 14 dicembre 2017 - ore 20,30

LA CANZONE DEL MARE

(Song of the Sea) Regia: Tomm Moore (III) - Sceneggiatura: T. Moore (III), Will Collins - Musica: Bruno Coulais - Montaggio: Darragh Byrne, Darren T. Holmes - Irlanda/Belgio/Danimarca/Lussemburgo/Francia 2014, 93', Animazione, Bolero Film.

In un'isola sulla costa dell'Irlanda, il piccolo Ben è risentito con la sorella minore Saoirse, la cui nascita avrebbe (per quel che ne sa) posto fine alla vita della sua adorata mamma. Il padre, devastato dal dolore per la perdita della moglie, teme soprattutto una cosa: che la piccola abbracci il destino di sua madre, che come lei era una selkie, cioè una creatura del mare in grado di trasformarsi in foca. Dal dolore parte la rinascita e Ben e la sorellina si avventureranno in un viaggio fantastico? Ispirato alla mitologia delle selkies, creature che nella mitologia irlandese vivono come foche in acqua ma acquisiscono sembianze umane sulla terra.

La piccola Saoirse (si pronuncia Sirscia, un nome che più irlandese non si può e già da solo è di per sé un piccola magia) è una Selkie come sua mamma Bronagh e appartiene ad un mondo che oramai non c'è più: il fratellino dovrà andare oltre i suoi pregiudizi e le sue infantili paure nel più classico percorso di formazione, aprendo la sua mente e il suo cuore all'immaginazione e abbracciando il potere della fantasia. (?) Destinato ai più piccoli, questo minuscolo film del nordirlandese Tomm Moore non può non provocare suggestioni e stupore anche nei più grandi con la semplicità delle suoi tratti di matita che si intrecciano dando vita a immagini color pastello curatissime e affascinanti, che prendono magicamente vita come le creature della tradizione popolare nel film. Con un finale sorprendentemente poetico e struggente, condito da una punta di malinconia. Perché magia e malinconia fanno sempre rima, specialmente in una storia irlandese. (Alessandro Antinori, movieplayer.it)

Ritmi solenni e suoni di cristallo accompagnano i tratti spigolosi e al contempo tondeggianti dell'animazione di Moore. (?) Scoprirete chi era il gigante Mac Lir e come arrivò a piangere "un intero oceano", cos'è una selkie e qual è il suo destino, che significa avere una storia per ogni capello alla stessa maniera del vecchio (e simpatico) Seanachai delle foreste. Familiarizzerete con i nomi e le sonorità della tradizione gaelica, dal dolore annidato in Brónach alla splendida sorte di libertà adombrata da Soirse. E, contro sfondi iridescenti disseminati di simboli antichi come di riferimenti artistici (soprattutto a Paul Klee), avrete modo di esplorare la sottile e fragile terra di confine fra gioia e malinconia. Perché La canzone del mare è una storia verosimile che trae la propria linfa vitale dalla materia di cui siamo fatti: il sogno, l'immaginazione. Ci ricorda il potere della finzione, che è quello di allontanare la realtà per permetterci di osservarla da un punto di vista privilegiato. Per liberarci dal peso delle prove che ci impone con il sacro esorcismo del racconto e della musica. Disperdendo ogni lacrima fra le onde. (Francesca Fichera, www.cinefatti.it)

Poetico, magico, commovente, La canzone del mare combina sorprendente ricchezza e profondità narrative alla semplicità genuina dei disegni, evocativi e seducenti. Riesce a intrecciare con intelligenza racconti della tradizione in una fiaba contemporanea. (?) La canzone del mare non è anticipato dal clamore commerciale che hanno Kung Fu Panda 3, Angry Birds & co, ma non ha nulla da invidiargli. Anzi, può guardarli dall'alto. (Simona Santoni, www.panorama.it)