mercoledý 11 e giovedý 12 marzo 2020 - ore 21

LA DONNA ELETTRICA

(Kona fer Ý strÝ­) Regia: Benedikt Erlingsson - Sceneggiatura: Ëlafur Egilsson, B. Erlingsson - Fotografia: Bergsteinn Bj÷rg˙lfsson - Montaggio: David Alexander Corno - Interpreti: Halldˇra Geirhar­sdˇttir, Jˇhann Sigur­arson, DavÝ­ ١r Jˇnsson, Magnu┤s Trygvason Eliasen, O┤mar Gu­jo┤nsson, Juan Camillo Roman Estrada, J÷rundur Ragnarsson, Haraldur Stefansson, Thorir SŠmundsson - Francia/islanda/Ucraina 2018, 101', Teodora Film.

Islanda. Halla, 50 anni, Ŕ una single che dirige un piccolo coro, ma che, dietro la normale routine di ogni giorno, nasconde una vita segreta: Ŕ l'ecoterrorista a cui il governo e la stampa danno la caccia da mesi, per i ripetuti sabotaggi che ha compiuto contro le multinazionali siderurgiche che stanno attentando alla sua splendida terra. Halla non Ŕ una che resta sul divano di casa a farsi bombardare dalle notizie catastrofiche che arrivano dalla televisione, Ŕ una che esce, agisce e punta le sue frecce contro l'industria per cercare di fare breccia nelle coscienze di politici e conterranei.

Benedikt Erlingsson voleva fare un feel good movie su una minaccia planetaria e c'Ŕ riuscito, azzeccando un tono altro, nÚ action nÚ classica commedia, com'Ŕ altro il paesaggio geografico e sociale islandese rispetto al resto del globo. Un registro fatto di paradossi, il pi¨ visivo dei quali Ŕ la corsa della protagonista per nascondersi dal drone nel nulla degli sterminati spazi aperti dell'isola, come dentro una novella esistenzialista o un film di Hitchcock, o ancora il travestimento con la pelle di pecora, che riporta ad una dimensione mitica, di animalitÓ come forza e di antica, vichinga collaborazione tra uomo e natura, oggi costantemente negata. Erlingsson scrive e dirige una storia tutta al femminile, nella quale il fisico e l'intensitÓ espressiva di Hallora Geirhar­sdˇttir sono protagoniste assolute, addirittura raddoppiate dall'espediente narrativo della gemella di Halla, interpretata dalla stessa attrice. Ma la questione femminile Ŕ anche interna al racconto, nel richiamo della maternitÓ, nelle metafore del ventre della terra, nel patto che lega le due sorelle e anche nella solitudine dell'impegno della protagonista, che per˛ arriva allo spettatore in forma divertente e sentimentale, tra cellulari nascosti nel freezer, cugini di campagna, automobili dai colori improbabili e accanimento delle istituzioni e del destino contro un povero turista sudamericano. (?) La donna elettrica Ŕ (?) una visione salutare e gradevolissima, che, sotto la confezione leggera, fa la sua dichiarazione al mondo attraverso il megafono del cinema, con modi garbati ed evitando di prendersi troppo sul serio, lasciando quel genere di serietÓ, drammatica e alla fine inutile, al vociare indistinto della televisione. (Marianna Cappi, www.mymovies.it)

La donna elettricaáŔ una commedia travolgente e fuori dagli schemi, capace di unire emozione, impegno e divertimento. La protagonista, Halla, sembra una donna come le altre, ma dietro la routine di ogni giorno nasconde una vita segreta: armata di tutto punto compie spericolate azioni di sabotaggio contro le multinazionali che stanno devastando la sua terra, la splendida Islanda. Quando per˛ una sua vecchia richiesta d'adozione va a buon fine e una bambina si affaccia a sorpresa nella sua vita, Halla dovrÓ affrontare la sua sfida pi¨ grande? GiÓ regista dell'acclamatoáStorie di cavalli e di uomini,áBenedikt Erlingssonácolpisce al cuore con un ritratto di donna memorabile e un omaggio al paesaggio islandese di struggente bellezza. (Rosalinda Miglio, www.spettacolo.eu)