mercoledì 21 e giovedì 22 settembre 2022 - ore 21

LA FIERA DELLE ILLUSIONI - NIGHTMARE ALLEY

Regia: Guillermo Del Toro - Sceneggiatura: Kim Morgan, G. Del Toro - Fotografia: Dan Laustsen - Montaggio: Cam McLauchlin - Interpreti: Bradley Cooper, Cate Blanchett, Rooney Mara, Toni Collette, Willem Dafoe, David Strathairn, Ron Perlman, Holt McCallany, Jim Beaver, Richard Jenkins - USA 2021, 150', Walt Disney.

USA anni Quaranta. Stan, un uomo povero dal passato doloroso, si unisce a un luna park ambulante, dove impara i trucchi del mestiere dalla veggente Zeena e da suo marito Pete. Sedotta la giovane Molly, il cui numero consiste nel resistere alle scariche elettriche che la attraversano, parte con lei verso la grande città. Ambizioso e avido, diventa il Grande Stanton, indovino e sensitivo che col suo numero di pseudo occultismo seduce uomini ricchi e potenti e li convince di poter comunicare coi loro morti. La relazione con una psicologa ancora più spietata e calcolatrice lo porterà alla rovina.

Un'opera dalla confezione impeccabile, in cui immagini suggestive e dialoghi taglienti danno vita a un racconto vecchio stile, che sembra uscito proprio da quei polverosi anni Quaranta in cui è ambientato. (?) Un film affascinante, che si prende i suoi tempi per sedurre con il potere delle immagini, splendide scenografie e una regia davvero sapiente. Come un illusionista che ti distrae tutto il tempo con il mistero, quando in realtà vuole solo nascondere il suo dramma. Perché è di un dramma umanissimo che parla questo film. (?) C'è il fango delle umili origini, il fuoco della rabbia e l'elettricità del nuovo che affascina. Eppure nel cinema di Del Toro l'acqua torna a galla inesorabile. Tra burattini e marionette, manipolatori e manipolati, La fiera delle illusioni ci ricorda che in alcuni rapporti abbiamo davvero la forma dell'acqua: ci adattiamo al contesto, ci alteriamo per gli altri, siamo prestigiatori del nostro piccolo e patetico spettacolo. La fiera delle illusioni è un duello continuo tra verità e farsa. Tra immagine di noi che regaliamo al mondo e lo sporco che teniamo nascosto. Basta guardarsi attorno per accorgersi che viviamo immersi in una valle di illusionisti. Persone che alterano la loro immagine e camuffano le loro vite pur di piacere a tutti i costi e ottenere approvazione. Del Toro prende atto della malattia del nostro tempo, ovvero l'egocentrismo tossico, e ne ritrova tracce in questa storia degli anni Quaranta. (?) Il grande ritorno di un regista capace di calarci con grande maestria dentro un film dall'estetica vintage ma dal potere immaginifico attuale e dirompente. (Giuseppe Grossi, movieplayer.it)

Intriso di una divorante passione cinefila, pieno di echi che vanno da Freaks di Tod Browning a Io ti salverò di Hitchcock (gli occhi nel tunnel dell'orrore ricordano quelli disegnati da Dalì per quel film), senza contare l'evidente omaggio allo Zampanò di Fellini nella figura di Bruno (Ron Perlman), (?), La fiera delle illusioni è un atto d'amore per il cinema come illusione non manipolatoria, che dichiarando la propria natura finzionale può permettersi di smascherare le illusioni che invece pretendono di spacciarsi per realtà. Nel gioco di inganni fra imbonitori e imboniti, fra manipolatori e manipolati, fra chi crea le apparenze e chi ne è soggiogato, non è difficile intuire dove va a colpire la critica feroce di Del Toro: se La forma dell'acqua aveva celebrato la poesia del diverso, qui mette in scena invece l'orrore dell'identico, cioè l'inganno che si cela in chi intuisce quello che vuoi e fa carte false per darti sempre e solo ciò che già conosci e che ti illudi di volere. (Gianni Canova, welovecinema.it)