mercoledì 23 giovedì 24 marzo 2022 - ore 21

LA RAGAZZA CON IL BRACCIALETTO

(La Fille Au Bracelet) Regia e sceneggiatura: Stéphane Demoustier - Fotografia: Sylvain Verdet - Montaggio: Damien Maestraggi - Interpreti: Melissa Guers, Roschdy Zem, Anaïs Demoustier, Annie Mercier, Pascal Garbarini, Chiara Mastroianni - Francia 2019, 95’, Satine Film.

Lise ha 18 anni e un braccialetto elettronico alla caviglia. Accusata due anni prima del presunto omicidio della sua migliore amica, attende il processo a casa dei genitori che la sostengono, interrogandosi ciascuno a suo modo su come proporsi di fronte al dramma familiare. Un destino che si gioca in tribunale tra accuse e difese, confessioni e testimonianze che rivelano la vita intima della ragazza e rendono difficile discernere la verità. Chi è veramente Lise? Conosciamo veramente le persone che amiamo? Come capire che esiste sempre un’altra verità? In piedi davanti a un crimine che giura di non aver commesso, Lise aspetta (forse) impassibile il giudizio della corte.

A immagine del suo film precedente (Terre battue), Stéphane Demoustier incontra due traiettorie, a priori parallele. La ‘vera coppia’ del film sono di fatto il padre e la figlia, team ostinato che si sfida in privato e affronta in pubblico un processo in cui il verdetto non chiude la partita ma la riapre. Per i suoi soggetti, che intrecciano l’intimo e il sociale, per il suo realismo senza sconti, Demoustier si iscrive nella tradizione dei Dardenne. (…) Tutti gli elementi, gli attori, la scenografia, la fotografia, si fondono e partecipano dello stesso sentimento, un’impressione di vita che scorre davanti alla macchina da presa ma che avrebbe potuto consumarsi anche in sua assenza. Implacabile e profondamente umano, il secondo film di Demoustier, fratello di Anaïs Demoustier che interpreta il Pubblico Ministero, interroga ‘in tribunale’ una relazione familiare da cui nasce una tensione permanente, sotterranea, un movimento incessante, vertiginoso. (…) Demoustier segue da vicino i personaggi che ha creato, che hanno un’eco nella cronaca ma che per riguardo gli sfuggono. Senza giudizio o spiegazione, l’autore prova a comprendere l’essere umano e il meccanismo mentale opaco della sua giovane accusata, di cui cattura i segnali esteriori, dai più infimi ai più esemplari. Se il soggetto del film è un abisso, la forma impressiona per la sua concisione quasi geometrica che fa respirare gli interni, trasformando la crisi, il dolore, la vita che cade in una possibilità. Come diceva Hannah Arendt, gli esseri umani non sono fatti per finire, sono fatti per cominciare. (Marzia Gandolfi, www.mymovies.it)

La ragazza con il braccialetto è un film intenso e appassionante (…) che porta lo spettatore nei gangli di un processo per omicidio, con un dibattito profondo e individuale. Al tempo stesso facendo riflettere sulla complessità dell’età adolescenziale, e su quanto poco si sappia sulle nuove generazioni. (…) Una storia sul dubbio, come ha dichiarato lo stesso regista, sulla reale essenza delle persone che pensiamo di conoscere alla perfezione, e su tutti i figli adolescenti, chiusi loro malgrado in un turbine di emozioni incontrollabili, impulsi e confusione. Estremamente fedele alla realtà di un processo vero e proprio, eppure abbastanza profondo da lasciare a ognuno la possibilità e il tempo di riflettere, d’immaginare il finale. Una vera e propria indagine sull’essere umano, e sui giovani in particolare, priva di giudizi morali o di dottrine. Lise ha davvero ucciso la sua migliore amica? (Laura Capuano, www.locchiodelcineasta.com)