mercoledì 22 novembre 2017 - ore 21

LA VERITÀ NEGATA

(Denial) Regia: Mick Jackson - Sceneggiatura: David Hare - Fotografia: Haris Zambarloukos - Montaggio: Justine Wright - Interpreti: Rachel Weisz, Tom Wilkinson, Timothy Spall, Andrew Scott, Jack Lowden, Caren Pistorius, Alex Jennings, Harriet Walter, Mark Gatiss, Andrea Deck, Maximilian Befort, Will Attenborough, Todd Boyce, Sean Power - USA/GB 2016, 110', Cinema.

Nel 1996 il saggista negazionista britannico ed esperto di Adolf Hitler David Irving intentò una causa di diffamazione contro l'editore Penguin Books e l'accademica americana ebrea Deborah Lipstadt che furono messi nella paradossale condizione di dover dimostrare come l'Olocausto fosse davvero accaduto. Ne seguì una lunga istruttoria che culminò nel 2000 in un processo che durò quattro mesi tenuto a Londra. Coinvolti furono i migliori avvocati del Regno Unito a difesa della donna, mentre Irving decise di rappresentarsi da solo. Dalle vicende processuali, la Lipstadt scrisse un libro intitolato "Denial: Holocaust History on Trial" a cui si ispira il film.

È un vero thriller giudiziario, che racconta meticolosamente la battaglia legale intrapresa dall'autrice contro il negazionista David Irving, che la citò in giudizio per diffamazione. Il sistema legale britannico prevede in questi casi che l'onere della prova spetti all'imputato; toccò quindi alla Lipstadt e al suo gruppo di avvocati guidato da Richard Rampton provare la veridicità dei fatti storici negati. (?) È un'ottima occasione non solo per riaffrontare un tema delicato ma che necessita di essere sempre ricordato, quello appunto dell'olocausto, ma per indagare anche il tema della manipolazione della realtà, che può essere attuata da studiosi, media, sedicenti "esperti" di varie materie, per sostenere tesi a loro più convenienti. Pur essendo un film costruito sulla parola e non sull'azione, si resta coinvolti e con il fiato sospeso fino alla sentenza, non senza soffrire dell'assurdità della situazione. Attori da Oscar e sceneggiatura perfetta. Un film classico da consigliare (?) a tutti, perché si resti vigili di fronte a ciò che si ascolta, si vede, si legge. (Ylenia Politano, www.filmforlife.org)

"La chiave era come provare, non cosa provare", per usare le parole dell'avvocato Rampton, intepretato mirabilmente da Tom Wilkinson. (?) La verità negata è un'analisi sul potere delle parole, sulla valutazione delle stesse e sulla ricerca di una verità oggettiva: storica prima che processuale. In una società già indirizzata verso la dittatura comunicativa dello slogan, del claim, risaltano le parrucche finte, le aule di legno antico e le notti passate ad esaminare documenti, rigorosamente cartacei. Come reagire con razionalità di fronte a chi nega l'evidenza, a chi scrive e dice che "non ci furono camere a gas ad Auschwitz?". Fino a che punto è tollerabile accettare che venga detta qualsiasi palese menzogna, col rischio di perdere ogni riferimento oggettivo e ogni certezza storica, in nome di una "perversione della verità" nobilitata dall'etichetta di libertà d'espressione? Sono tanti e di grande interesse gli interrogativi suscitati dal film, scritto con la consueta maestria da David Hare, sempre a suo agio nelle ricostruzioni storiche, quando non nell'analisi del ruolo stesso della storia. Rachel Weisz è tenace al punto giusto nei panni della Lipstadt, mentre sensazionale è il David Irving impersonificato da Timothy Spall, dimagrito e scavato. La figura tragica di un uomo pateticamente in lotta alla ricerca della considerazione dell'Accademia. (Mauro Donzelli, www.comingsoon.it)