giovedì 26 aprile 2018 - ore 21

"Sguardi su Torino"

LA VITA POSSIBILE

Regia: Ivano De Matteo - Sceneggiatura: Valentina Ferlan, I. De Matteo - Fotografia: Duccio Cimatti - Montaggio: Marco Spolentini - Interpreti: Margherita Buy, Valeria Golino, Andrea Pittorino, Caterina Shulha, Bruno Todeschini - Italia 2016, 107', Teodora Film.

In fuga da Roma e da un marito violento, Anna e suo figlio sono accolti a Torino in casa di Carla, attrice di teatro e amica di Anna di vecchia data. I due cercano di adattarsi alla nuova vita tra tante difficoltà e incomprensioni. L'aiuto di Carla e quello inaspettato di Mathieu, un ristoratore francese che vive nel quartiere, li aiuteranno a trovare la forza per ricominciare. La "vita possibile" esiste, la via d'uscita c'è?

Due storie che interagiscono: la complicità femminile tra amiche che si aiutano; il ragazzo (Andrea Pittorino, bravissimo), turbato da una bionda prostituta e da un barista francese che gli fa da padre. In quest'intreccio di emozioni frenate, il film trova verità, calore, curiosità di vita, avvertendo che non tutto è perduto, tanto che alla fine il pallone aereostatico metaforizza, con strappo retorico, quella vita possibile, cioè normale, fatta di tanti oggi messi in fila. C'è un'atmosfera che sale le scale, va in auto, in bici e c'è il rabbioso odi et amo del teenager come nelle migliori occasioni freudiane, con solo un'ombra di rassicurazione di velluto tv. Ma il film colpisce e si fa proteggere dalle bravure complementari di Buy e Golino, due Monica Vitti al prezzo di una: Margherita nella versione Antonioni, Valeria in quella Monicelli. (Maurizio Porro, Il Corriere della Sera)

Ivano De Matteo lascia da parte la volontà di voler fare discorsi assoluti sulla società contemporanea, che nel passato lo aveva un po' ingabbiato all'interno di alcuni stereotipi, per tornare a raccontare una storia, una storia semplice, una storia genuina, la storia della violenza di un uomo, dell'amicizia di una donna e dell'amore di un bambino. (?) Con due interpreti del calibro di Margherita Buy e Valeria Golino anche le situazioni più insignificanti si colorano di sfumature inedite e soprattutto quest'ultima, nonostante un ruolo non centralissimo, ogni volta che entra in scena buca letteralmente lo schermo, dando una spinta vitale all'intero film. Non solo grazie a loro però, il racconto riesce a raggiungere una dimensione emotiva sincera ed autentica, infatti a sorprendere è anche la prova del giovanissimo Andrea Pittorino, che nei panni di Valerio tiene spesso in mano le redini del film, fungendo da collante tra i vari personaggi e vivendo in primissima persona tutta le difficoltà che possono scaturire dalla ricostruzione di una vita, soprattutto in una fase delicata come quella preadoloscenziale. (?) Il film ha un cuore che batte, crede fortemente nella speranza che mette in scena, insegue senza remore l'idea di una rinascita e questo è qualcosa di cui il cinema italiano ha comunque bisogno. (Mattia Bianchini, www.ilfattoquotidiano.it)

Vista l'interpretazione di Andrea Pittorino si può senz'altro dire che Ivano De Matteo ci sa fare con i ragazzi, sempre al centro dei suoi film. Magnifica l'interpretazione di Margherita Buy semplice e naturale, densa di sfumature. E, infine, De Matteo conferma di saper sfruttare il mezzo cinematografico per raccontare la realtà in cui viviamo, ma senza ricorrere a trucchi, sentimentalismi, cliché e mezzucci tipici del cinema più banale, puntando invece sulla scrittura e sulla regia. (Piero Zardo, Internazionale)