giovedì 23 novembre 2017 - ore 21

Deutsch Kino

LUCI LONTANE - Lichter

(Lichter) Regia: Hans-Christian Schmid - Sceneggiatura: Michael Gutmann, Hans-Christian Schmid - Fotografia: Bogumil Godfrejow - Montaggio: Hansjörg Weißbrich - Interpreti: Ivan Shvedoff, Anna Janowskaja, Sergej Frolov, Sebastian Urzendowsky, Devid Striesow, Zbigniew Zamachowski, Maria Simon, August Diehl, Alice Dwyer, Tom Jahn, Aleksandra Justa, Marysia Zamachowska, Janek Rieke, Martin Kiefer, Claudia Geisler, Julia Krynke, Herbert Knaup, Henry Hübchen - Germania 2003, 105', v. o. sott., in collaborazione col Goethe-Institut.

Cinque storie diverse di persone che lottano per affermare la loro dignità ed umanità in un crocevia di mondi, tra Polonia e Germania, là dove il fiume Oder divide le due nazioni. Berlino è una meta a cui giungere: un magnete verso la felicità, la sicurezza e una vita migliore. È qui che tre ucraini fuggiaschi tentano di entrare in Germania; un commerciante sfortunato di materassi lotta invano per continuare a lavorare; un contrabbandiere adolescente sfida il padre e il fratello per liberare la ragazza dal centro di detenzione; un'interprete per profughi russi rischia di perdere il fidanzato, il lavoro e la libertà pur di aiutare un illegale; un giovane architetto ritrova la sua ragazza di un tempo, ma scopre che due anni lontano da lei, senza mai vederla, sono troppi per poter ricominciare.

Lichter intreccia cinque storie di uomini e donne. Schmid, insieme allo sceneggiatore Gutmann, ci consegna un affresco corale, vasto e complesso, sul problema dell'immigrazione clandestina ai confini con la Polonia. L'atmosfera che si respira nel film è teneramente drammatica con protagonisti che amano, aiutano, sperano e si disperano cercando di trovare un posto in questo mondo ambiguo, a volte apportatore di luce, altre di buio. Lichter ha conseguito il Premio internazionale della critica al Festival di Berlino del 2003.

Un film corale che racconta l'orrore di quel non luogo che è la Terra di confine. Lichter è un film di anime e di gesti, un film di emozioni e di tormento, un'opera in cui anche il grottesco spettacolo degli immigrati che sbattono sul muro di vetro dei confini come falene attratte dalla luce assume i connotati di una tragedia a stento trattenuta. È un film impregnato di una disperazione discreta, fitto di storie di un lavoro che non c'è, di fallimenti e di miserie. Storie in cui l'illegalità si confonde con l'istinto di sopravvivenza e dove gli affetti non sembrano davvero più capaci di affrontare la decisiva prova del quotidiano. Eppure in questo paesaggio stinto e notturno, amore e compassione sono miracoli meno rari di quanto non sarebbe dato di pensare e gesti disinteressati sbocciano un po' ovunque come fiori di loto nel fango delle paludi. (?) Belli perché piccoli, come un sorriso regalato nel momento più buio, come una mano tesa in aiuto quando si è caduti e non si pensa più di avere la forza per rialzarsi. Belli perché ti arrivano da dove meno te lo saresti aspettato: da quel giovane studente che mette a rischio il suo lavoro per te che non hai ancora chiesto niente o da quella interprete che finge di tradurre le frasi del poliziotto che ti vorrebbe espatriare e, invece, cerca di suggerirti una strategia per restare, per chiedere asilo. E non importa quanto piccoli siano i sogni che ti porti nel bagaglio, perchè quella disperazione che avevi dentro può essere trasformata in qualcosa di positivo: fosse anche solo per scattare delle foto belle di una piazza di notte quando per domani non hai alcuna certezza e il lavoro forse non verrà. (Alessandro Izzi, www.close-up.it)