giovedì 9 gennaio 2020 - ore 21

NON CI RESTA CHE IL CRIMINE

Regia: Massimiliano Bruno - Sceneggiatura: M. Bruno, Andrea Bassi, Nicola Guaglianone, Menotti - Fotografia: Federico Schlatter - Montaggio: Luciana Pandolfelli - Interpreti: Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi, Ilenia Pastorelli, Massimiliano Bruno, Marco Conidi - Italia 2018, 102', 01 Distribution.

Roma. Tre amici, Moreno, Sebastiano e Giuseppe cercano di sbarcare il lunario inventandosi un "tour criminale" nei luoghi che furono il teatro delle gesta della banda della Magliana. L'idea, ne sono convinti, sarà una miniera di soldi. Durante una pausa caffè si introducono in un cunicolo alla fine del quale, una volta usciti si ritrovano, inspiegabilmente, nel 1982 e finiscono ostaggi proprio della famigerata banda. Si ritrovano così coinvolti in mille disavventure, grazie alle quali però, ritornati nella loro epoca, riusciranno a risolvere alcuni loro problemi sentimentali ed economici.

Parte in sordina il nuovo film di Massimiliano Bruno (?) però quasi subito si passa dal presente agli anni ottanta e precisamente al 1982 nei giorni dei gloriosi Mondiali di Spagna e all'epoca della Banda della Magliana e tutto cambia. Davanti ai vecchi motorini come il Boxer, ai ghiaccioli tricolore, alle figurine di Paolo Rossi e di Figueroa e alle atmosfere vintage l'iniziale scetticismo scompare e accompagnati da un cast nazionale degno di nota composto dai tre protagonisti Alessandro Gassmann, Marco Giallini e Gianmarco Tognazzi, dall'antagonista Edoardo Leo nei panni del boss Renatino De Pedis e dalla sua sexy amante interpretata da Ilenia Pastorelli si ride e ci si diverte. La nostalgia è presente già nel titolo che rende omaggio a Non ci resta che piangere (1984), film che vedeva la coppia Troisi e Benigni catapultata improvvisamente nel 1492. Ma non è l'unica pellicola degli anni ottanta alla quale fa riferimento perché il tuffo nel passato di questi tre amici squattrinati ricorda tanto la commedia cult fantascientifica Ritorno al futuro (1985) di Robert Zemeckis. E per andare ancora più indietro nel tempo e precisamente negli anni settanta ai polizieschi all'italiana, anche detti "poliziotteschi", film che prendevano spunto da fatti di cronaca nera per svilupparli poi in modo enfatico. (?) È una commedia non incasellabile che unisce generi e riferimenti differenti e che conquista per il suo essere insolita nel panorama cinematografico italiano. Un action movie che ha un tocco all'americana (?) caratterizzato da uno spiccato umorismo, da un buon ritmo, da una bella fotografia, da bravi attori e da un velo di nostalgia che ti fa pensare: è vero le cose buone come una volta non le fanno più, ma anche nel 2018 ci possono essere delle eccezioni. (Giulia Lucchini, www.cinematografo.it)

In Non ci resta che il crimine, più che l'operazione nostalgia, importa la comicità che nasce dallo scontro di due epoche e mentalità, nello specifico dalle infinite possibilità che si dispiegano dinanzi a tre stupidotti che si cacciano in una serie di guai old fashion. (?) Fra momenti da pochade, echi di grande commedia all'italiana, rimandi a Ritorno al futuro, si fa strada, inevitabile ma non inesorabile, timido più che urlato e quindi pretenzioso, un paragone fra ieri e oggi, seguito dall'ovvia presa di coscienza che ieri si stava meglio, anzi decisamente meglio, nonostante le bande e le sparatorie. Si stava meglio perché eravamo tutti meno soli e guardavamo le partite insieme, per dirne una, e perché invece di nasconderci dietro pc e smartphone, ci dicevamo le cose in faccia o facevamo la fila fuori dalle cabine telefoniche, trepidando nell'attesa. (Carola Proto, www.comingsoon.it)