mercoledì 9 giovedì 10 marzo 2022 - ore 21

NON CONOSCI PAPICHA

(Papicha) Regia: Mounia Meddour Gens - Sceneggiatura: Fadette Drouard, M. Meddour Gens - Fotografia: Léo Lefèvre - Montaggio: Damien Keyeux - Interpreti: Lyna Khoudri, Shirine Boutella, Amira Hilda Douaouda, Yasin Houicha, Zahra Doumandji, Marwan Zeghbib, Aida Ghechoud, Nadia Kaci - Francia 2019, 106’, Teodora Film.

Algeri, anni Novanta. Nedjma, 18 anni, ha talento come designer di moda e sogna di diventare stilista. Frequenta l’università, esce di nascosto la sera con la sua migliore amica per andare a ballare, ma nell’Algeria degli anni Novanta viene mal giudicata da chi disprezza la libertà femminile di pensiero, di vestiario, di stile di vita. La voglia di mettere su la sua prima sfilata nella Cittadella universitaria viene vista come un affronto dai fondamentalisti, e la sua vita e quella delle sue amiche inizia a prendere una piega sempre più pericolosa.

Un crescendo di tensione narrativa ed emozioni multiple che arrivano dritte allo spettatore e lo stordiscono, raccontando una realtà ancora attuale. Il fondamentalismo religioso, la repressione cieca, l’ottusità di chi mira a mettere a tacere la forza vitale delle donne per renderle sudditi obbedienti da gestire a proprio piacimento. La forza del film sta proprio nel raccontare la quotidianità di una ragazza comune che diventa suo malgrado ribelle e anticonformista. In un’altra società sarebbe soltanto una giovane donna desiderosa di coronare il suo sogno - e potersi scegliere la propria vita, il proprio look e il proprio amore - ma nel contesto che ben mette in scena Meddour diventa una minaccia, un insopportabile elemento di disturbo, l’anomalia di un integralismo che trasforma chi non aderisce alle sue regole in bersaglio facile. Pende una scure minacciosa sul capo della protagonista e delle sue amiche, che nel frattempo tentano di vivere come possono la loro adolescenza, le prime esperienze sentimentali, gli studi universitari e le vicissitudini di un contesto tutt’altro che semplice. Ma soprattutto approfondiscono quei legami amicali che diventano vincoli di sorellanza nei - non pochi - momenti critici. Gravidanze inaspettate, violenze in famiglia, tentati stupri, omicidi con il solo movente (non movente) religioso: durante la Decade Nera degli anni ’90 in Algeria furono assassinate 150mila persone, e la regista non ha paura di raccontarlo. Scrive di suo pugno il film evitando a ragione la retorica e spingendo l’acceleratore sul pathos, in un crescendo di scioccanti emozioni. (Claudia Catalli, www.mymovies.it)

Inno vitale e liberatorio al coraggio e alla determinazione delle donne, alla forza creativa dell’amicizia e alla complicità della giovinezza, Papica è un convincente incrocio tra la leggerezza e la spensieratezza della commedia con il dramma politico della repressione integralista, che racconta con realismo e semplicità l’esercizio ideologico della repressione morale e religiosa. (…) Ispirato a una storia vera è un’opera che riflette l’incertezza e la fragilità dei momenti di passaggio, la convivenza con dogmi ed estremismi. Mounia Meddour, che ha studiato con passione la forza ribelle dei personaggi femminili immortalati dalle pellicole di Louis Malle, trova un equilibrio stilistico e narrativo contaminando i tempi e il rigore del cinema europeo con la naturalezza e l’istinto mediterraneo dei sentimenti. (…) Papicha è una corale dichiarazione d’amore alla libertà di pensiero, un film tragico e necessario sul confronto e l’incontro tra posizioni divergenti, schiacciate da veti e da fanatismi morali e spirituali. (Domenico Barone, VivilCinema)