giovedì 7 giugno 2018 - ore 21

PATERSON

Regia e sceneggiatura: Jim Jarmusch - Fotografia: Frederick Elmes - Montaggio: Affonso Gonçalves - Interpreti: Adam Driver, Golshifteh Farahani, Kara Hayward, Sterling Jerins, Jared Gilman, Luis Da Silva Jr, Frank Harts, Rizwan Manji, Jorge Vega, William Jackson Harper, Masatoshi Nagase - USA 2016, 117', Cinema.

Paterson vive a Paterson, New Jersey, città di poeti (da William Carlos Williams a Allan Ginsberg) oggi in piena decadenza. Vive con Laura, una ragazza piena d'entusiasmo, una vita scandita dalla regolarita delle sue giornate: ogni giorno guida l'autobus per le vie della città, ogni sera porta fuori il cane e beve una birra nel pub dell'isolato. E ogni giorno scrive poesie su un taccuino segreto da cui non si separa mai...

Paterson è l'autentico miracolo di un cinema scomparso, che attraverso lo sguardo di Jarmush si fa elogio a ciò che solitamente appare poco interessante o eclatante, abituati come siamo a chiedere di più, sempre di più di quanto ci è concesso. (?) Per una settimana lo spettatore rimane immerso nell'esperienza del protagonista, è lì con lui, mentre guida l'autobus e si mette ad origliare le parole dei passeggeri, o quando è ben disposto ad assecondare i sogni impossibili di Laura. (?) Siamo davanti ad un lavoro incredibile, lontano un soffio dal capolavoro. Di certo resta la bellezza di una poesia, come quelle scritte e recitate da Paterson, a verso sciolto, senza rime, che segue il flusso dell'esperienza umana non con il movimento ma con la voglia e il bisogno di rimanere fermi a contemplare il mondo che ci circonda attraverso gli occhi di un eroe urbano involontario. Un Dante Alighieri del New Jersey traghettatore di anime, e soprattutto di cinema eterno. (Cecilia Strazza, www.vertigo24.net)

La maestria di Jarmusch sta nel porre situazioni paradossalmente autentiche nella quotidianità di una piccola cittadina, nella quale tutti si conoscono: il barman custodisce le eccellenze e gli avvenimenti di Paterson su un muro celebrativo, l'attore si spreca in scenate drammatiche per la donna di cui è innamorato, i passeggeri dell'autobus chiacchierano di donne, pugili e anarchia e un collega del protagonista si lamenta della propria vita. Una serie d'incontri, di scambi d'opinione o di sorrisi, che evidenziano l'ironia del regista e la sua capacità nel mettere in scena una narrazione fluida, che puntella l'esistenza tranquilla e accomodante di Paterson. Pellicola che racconta un poeta delle piccole cose, colui che custodisce i suoi componimenti in un taccuino segreto e che per trovare l'ispirazione si siede ai piedi di una cascata, Paterson permette a Jarmusch di concentrarsi sull'uomo comune, quello che (come in una poesia) ripete e si immerge nella routine della vita quotidiana. (?) Paterson è un prodotto lieve e commovente. (Andrea Ussia, perunpugnodifilm.wordpress.com)

Tra quotidianità, uno humor a tratti surreale, speranze, passioni e qualche imprevisto "Paterson vuole rendere omaggio a ciò che di poetico esiste nei piccoli dettagli" dichiara Jim Jarmusch, come la bellezza di una cascata o della pioggia descritta nella poesia di una bambina di 10 anni. Così il simbolico epilogo in cui avviene un incontro casuale tra Paterson e uno sconosciuto, che gli fa un dono semplice ma prezioso, è un modo per dire che non bisogna smettere di sognare, di creare e di seguire le proprie passioni, non per raggiungere il successo ma per allietare l'esistenza con la poesia delle piccole cose. (Martina Cancellieri, www.filmforlife.org)