mercoledì 11 e giovedì 12 aprile 2018 - ore 21

QUESTI GIORNI

Regia: Giuseppe Piccioni - Sceneggiatura: G. Piccioni, Pierpaolo Pirone, Chiara Ridolfi - Fotografia: Claudio Cofrancesco - Montaggio: Alice Roffinengo - Interpreti: Margherita Buy, Maria Roveran, Marta Gastini, Caterina Le Caselle, Laura Adriani, Filippo Timi, Alessandro Averone, Mina Djukic - Italia 2016, 120', Bim.

In una città di provincia, tra le vecchie mura, nelle scorribande notturne sul lungomare, nell'incanto di un temporaneo sconfinamento nella natura, si consumano i riti quotidiani e le aspettative di quattro ragazze. Ad unirle non sono le affinità ma le abitudini, gli entusiasmi occasionali, i contrasti inoffensivi, i sentimenti coltivati in segreto. Il loro legame è tuttavia unico e irripetibile come possono essere unici e irripetibili i pochi giorni del viaggio che compiono insieme per accompagnare una di loro a Belgrado, dove l'attendono una misteriosa amica e un'improbabile occasione di lavoro.

Questi giorni è un film che con enorme delicatezza riesce a raccontare la potenza dei cambiamenti e delle piccole e grandi crisi esistenziali di quattro ragazze ventenni. (?) È' un racconto a tinte tenui quello di Piccioni, dove le energie inespresse, le inquietudini, le complicità, le risate ma anche e soprattutto le lacrime delle quattro ragazze, sembrano vivere di vita propria. Non ci sono manierismi, non c'è l'ansia di voler inquadrare queste ventenni e voler per forza definire cosa sono: il loro modo di essere - a dire il vero sfuggente e in un momento di velocissima evoluzione - emerge in maniera quasi spontanea. Perchè Liliana, Anna, Caterina e Angela a vederle con le loro facce acqua e sapone sono innegabilmente ancora bambine, ma si scorge a occhio nudo quanto stiano diventando donne. Hanno ancora la sconsideratezza dell'adolescenza, ma non riescono a non rimuginare, non sanno sfuggire alla consapevolezza del loro star crescendo, e alla necessità di mettere più o meno tutto in discussione. E lo si vede nel loro darsi addosso, e poi ridere insieme nell'abitacolo di un'auto, mentre viaggiano verso Belgrado all'interno di una bolla che dura solo pochi giorni, col loro fiume di pensieri e impressioni che si muovono sottopelle, ma è già evidente che dopo quei giorni non saranno mai più le stesse. E anche senza bisogno di scene madri e drammi "urlati" Piccioni riesce a costruire un racconto ammantato di pathos che sa commuovere senza essere mai scontato. (Anastasia Meloni, www.pianetadonna.it)

Colpisce l'estrema sincerità dell'operato, senza nulla togliere all'ironia e alla comicità di un'opera che non affonda mai nei semplici buoni sentimenti, o peggio nei sentimentalismi, ma si prodiga per una narrazione fluida, molto intima e che nella sua complessità arriva allo spettatore come una carezza, semplice ma perfetta. Questi giorni è un racconto pieno di vita, di forza, un coro di emozioni, anzi un quartetto, ognuno con la sua cadenza, il suo sguardo. Intraprendono questo viaggio non per scoprirsi, non per perdersi, non per cercare qualcosa, ma in qualche modo per dilatare il tempo che a volte si sente che ci viene sottratto. La temporalità delle cose viene vista, vissuta e descritta in modo diverso all'interno della pellicola. (?) La bellezza di Questi Giorni si coglie anche nei lasciti finali, quando ogni cosa sembra andare al suo posto, non in modo sprezzante o forzato, sempre con ironia e accuratezza. Ogni tassello si incastra in modo perfetto e il racconto con i suoi colori e i suoi paradossi colpisce ancora di più, accompagnandoti anche fuori dalla sala. (Lucia Tedesco, www.cinematographe.it)