mercoledì 21 e giovedì 22 febbraio 2018 - ore 21

SNOWDEN

Regia: Oliver Stone - Sceneggiatura: O. Stone, Kieran Fitzgerald - Fotografia: Anthony Dod Mantle - Montaggio: Alex Marquez - Interpreti: Joseph Gordon-Levitt, Shailene Woodley, Melissa Leo, Zachary Quinto, Tom Wilkinson, Scott Eastwood, Timothy Olyphant, Ben Schnetzer, Keith Stanfield, Rhys Ifans, Nicolas Cage, Joely Richardson, Jaymes Butler - Germania/USA 2016, 134', Bim.

Nel 2013 Edward Snowden lascia il suo impiego alla National Security Agency e ad Hong Kong incontra i giornalisti Greenwald e MacAskill, e la regista Laura Poitras, allo scopo di rivelare i giganteschi programmi di sorveglianza informatica elaborati dal governo degli Stati Uniti. Consulente esperto di informatica, Ed ha scoperto che una montagna virtuale di dati viene registrata tracciando ogni forma di comunicazione digitale, non solo relativa a governi stranieri e a potenziali gruppi di terroristi, ma anche a quella dei normali cittadini.

Conservatore, aspirante soldato, repubblicano: in netto contrasto con gli ideali della fidanzata Lindsay (Shailene Woodley), fotografa democratica, il ragazzo, a causa dei suoi attacchi di epilessia e del fisico gracile, non riesce a diventare un marine e cerca quindi di entrare nella CIA come ingegnere informatico. Nel suo caso la mente può più del corpo, e la sua abilità lo porta nelle stanze importanti, quelle in cui si decidono le sorti del mondo: grazie alle sue capacità di programmatore, Snowden ha contribuito a realizzare quegli stessi programmi di sorveglianza che ha poi smascherato. Il desiderio di servire il proprio paese è la motivazione che spinge il protagonista a dire la verità: un'America che spia i suoi cittadini, che viola la loro privacy e che bombarda persone e villaggi dall'altra parte del mondo premendo un bottone, senza preoccuparsi dei danni collaterali, non è il paese in cui crede. L'America, per Snowden, è migliore di così. (?) Stone tratteggia la presa di coscienza del protagonista con una sobrietà che non trovava da tempo, tessendo un racconto lucido e incalzante, in cui il montaggio è determinante: la storia è infatti costruita come un thriller, in cui i ricordi si intrecciano al presente, in modo da svelare la vicenda gradualmente e mantenere alta la tensione. (?) Nel finale c'è il guizzo più interessante del film, ovvero quello di passare la parola direttamente al vero Edward Snowden, che raccoglie il testimone di Gordon-Levitt, in un gioco tra realtà e finzione che ci porta bruscamente con i piedi per terra: confinato in Russia, Snowden è mostrato come un martire solitario che ha sacrificato tutto pur di rendere consapevoli i suoi connazionali, ricordando loro che la libertà è un valore inestimabile, oggi barattata in favore di uno schermo che, se pur ci mette in contatto con il mondo, ce lo fa vedere in modo spesso filtrato e distorto. (Valentina Ariete, www.movieplayer.it)

Stone è un regista scomodo per definizione e non poteva fare altro che raccontare una storia scomoda come questa. Lo fa con rigore e precisione. (?) Pur trattandosi di un film di finzione, nel raccontare come funziona la tecnologia usata per spiarci, lo stile è quasi documentaristico. Certamente dopo aver visto questo film guarderete con sospetto il vostro smarphone sul comodino vicino al letto e vi verrà voglia di cancellare il vostro account da tutti i social network. Anche se si esce dalla proiezione di Snowden a dir poco sconvolti, l'ultimo lavoro di Oliver Stone è assolutamente da vedere per poter capire meglio questo mondo,  per poterci difendere dagli attacchi contro la nostra persona. (Ivana Faranda, www.ecodelcinema.com)