mercoledì 13 giovedì 14 aprile 2022 - ore 21

THE BRA - IL REGGIPETTO

(The Bra) Regia: Veit Helmer - Sceneggiatura: V. Helmer, Leonie Geisinger - Fotografia: Felix Leiberg - Montaggio: Vincent Assmann - Interpreti: Predrag ‘Miki’ Manojlovic, Denis Lavant, Chulpan Khamatova, Ismail Quluzade, Paz Vega, Frankie Wallach, Boryana Manoilova, Maia Morgenstern, Irmena Chichikova, Sayora Safarova - Germania/Azerbaigian 2018, 90’, Lab80.

Un treno merci attraversa ogni giorno un piccolo quartiere nella periferia di Baku in Azerbaigian. I binari che corrono tra le modeste abitazioni, sono la via che separa gli edifici. Su di loro gli uomini poggiano i tavolini per bere il tè, i bambini giocano a palla e le donne stendono i loro panni. Quando il treno passa, gli abitanti liberano la via in un buffo fuggi-fuggi ma, sui tergicristalli della prima carrozza, resta sempre impigliato qualcosa. Il macchinista Nurlan riporta sempre tutto ai legittimi proprietari. Il giorno prima della pensione, attaccato al treno trova un oggetto insolito: un reggiseno. E così, comincia per lui la ricerca della proprietaria…

Il film unisce l’ironia all’intelligenza, la leggerezza alla complessità. Ambientato quasi completamente in una zona ormai demolita dell’Azerbaigian, ristretta e chiusa e così affascinante e piena di vita, la fiaba senza dialoghi di un macchinista di un treno che decide di riportare un reggipetto perduto alla proprietaria sconosciuta ci viene raccontata tra commedia e dramma senza dimenticare la complessità dei rapporti umani. (…) Vero e proprio personaggio del film, il quartiere Shangai svolge un ruolo importante nella vicenda a partire dalla sua particolarità di essere un quartiere nato intorno ai binari del treno e dove lo stile di vita è basato su questo. La trama del film nasce proprio da un viaggio del regista che, rimasto affascinato dal posto, decise di girare in loco. Oggi, purtroppo, il quartiere è stato demolito e ciò rende il film una delle ultime testimonianze di quel posto. Adattando uno stile di regia semplice, senza virtuosismi, quasi documentaristico, Helmer ci accompagna insieme a Nurlan per le strade di Baku mostrandone, in maniera sottile, la cultura. Nonostante il film sia composto da un cast di professionisti (…) la sensazione è quella di trovarsi di fronte a persone del posto con tutta la loro umanità. (…) Complice un finale dolce e raffinato non possiamo fare a meno di promuovere questo film. Non sempre abbiamo bisogno di film straordinari per amare il cinema; a volte basta un piccolo e grazioso film, quasi ordinario. (Matteo Maino, www.movieplayer.it)

Il film ha un’impronta tutta sua già nell’impostazione che vede la completa assenza di dialoghi. (…) A guardare - e ascoltare - The Bra ci si accorge ben presto che proprio la mancanza vocale è l’aiuto più importante verso l’ascolto di tutto quello che circonda i protagonisti di questa storia. Il suono di una risata fragorosa, di un respiro, ci aiutano a elevare l’importanza di tutto quel resto che, molto spesso, viene tralasciato. (…) Servendosi di una fotografia brillante, a tratti sfumata, quasi fiabesca, lo spettatore è avvolto dal calore di un quartiere brulicante di vita, ma al tempo stesso racchiuso nell’intimità di una periferia lontana dal centro della capitale. E l’arrivo del treno, che giornalmente attraversa letteralmente il quartiere, quasi disturba la quotidianità dei suoi abitanti che, su quei binari, ci vivono. Un reggiseno perduto e un ferroviere in pensione non sono quindi che espedienti per raccontare un frammento di vite in un determinato luogo. (Clara Caroli, www.cinematographe.it)