mercoledì 6 giovedì 7 aprile 2022 - ore 21

THE FATHER - NULLA È COME SEMBRA

(The Father) Regia e sceneggiatura: Florian Zeller - Fotografia: Ben Smithard - Montaggio: Yorgos Lamprinos - Interpreti: Anthony Hopkins, Olivia Colman, Imogen Poots, Rufus Sewell, Olivia Williams, Mark Gatiss, Evie Wray - GB 2020, 97’, Bim Distribuzione.

Nella Londra benestante, Anne va a trovare padre Anthony. L’uomo, ottantenne, è rammaricato quando la figlia gli annuncia un prossimo trasferimento a Parigi per raggiungere il suo compagno, e chiede cosa ne sarà di lui. Poco dopo, sempre in casa sua, Anthony trova un uomo che sostiene di essere il padrone di casa e il marito di Anne. Pur vivace e a tratti ben lucido, Anthony mostra sintomi del morbo di Alzheimer, dimenticando fatti, luoghi e persone. Nel rapporto coi familiari e con la giovane badante Laura, la vita di Anthony prosegue per frammenti confusi che la sua mente non riesce più a ricomporre.

Adattando una piece teatrale da lui stesso scritta (…), Zeller cesella alla perfezione il ritorno ritmico di certi oggetti - l’amato orologio, il pollo per cena, il dipinto di una figlia perduta - e di alcuni eventi, tra cui un divorzio, un trasferimento all’estero e la “minaccia” di una casa di cura, che di continuo si ri-assemblano come nuove promesse e tradimenti agli occhi sperduti di Anthony. Un espediente che funziona, ma che come a teatro sarebbe sterile senza una grande interpretazione centrale. The Father è allora soprattutto il veicolo che dà a Anthony Hopkins uno degli ultimi straordinari ruoli della sua carriera, che gli è valso un secondo Oscar come Miglior Attore dopo quello per Il silenzio degli innocenti. Un personaggio (…) di una vulnerabilità trasparente che strappa il cuore. È anche una recitazione insolitamente fisica, articolata a più livelli su tutto il corpo in ogni istante di girato. La complessità tecnica è enorme, ma ciò che conta è il modo in cui l’attore gallese cuce il filo emotivo tra una scena e l’altra (grazie anche all’espressività di Olivia Colman, perfetta nel ruolo di figlia generosa), elevando la trovata di sceneggiatura e offrendo una catarsi autentica a qualunque spettatore che abbia mai avuto a che fare con questo tipo di malattia. Ben oltre la frontiera dell’empatia, The Father spinge ad affrontare la prospettiva del declino cognitivo che vive in ognuno di noi, smontando la realtà sotto i nostri occhi. (Tommaso Tocci, www.mymovies.it)

La decisione azzeccata di abbracciare il punto di vista del padre Anthony, con la sua malattia, trasforma il film in un labirinto a cavallo tra l’incubo e il thriller. Il montaggio e la scenografia stessa raccontano la storia riuscendo nell’incredibile impresa di rendere The Father una visione cinematografica unica. (…) È davvero difficile riuscire a spiegare a parole quanto Hopkins sia un valore aggiunto ed essenziale alla riuscita del film, come riesca a usare le espressioni facciali, il movimento del corpo, gli occhi stessi, per raccontare le sue certezze e le sue indecisioni (…). Non possiamo però dimenticarci di Olivia Colman in un ruolo a prima vista meno memorabile, ma altrettanto straordinario. Anne diventa presto il personaggio su cui rivolgere i nostri pensieri, spesso da lei taciuti. È un lavoro in cui Olivia Colman procede trattenendosi, per non dichiarare esplicitamente le sue emozioni, ma anche in questo caso basta poco, sempre grazie al corpo, per riuscire a capire tutto ciò che sta provando. I due danno vita a un duetto sensazionale riuscendo nell’incredibile impresa di far dimenticare allo spettatore di star assistendo al lavoro di due attori e non di due persone vere. In questo sta la forza travolgente del film. (Matteo Maino, www.movieplayer.it)