mercoledì 2 giovedì 3 febbraio 2022 - ore 21

TRE PIANI

Regia: Nanni Moretti - Sceneggiatura: N. Moretti, Federica Pontremoli, Valia Santella, Eshkol Nevo - Fotografia: Michele D’Attanasio - Montaggio: Clelio Benevento - Interpreti: Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini, Elena Lietti, Alessandro Sperduti, Denise Tantucci, Nanni Moretti, Anna Bonaiuto, Chiara Abalsamo, Giulia Coppari, Gea Dall'Orto, Alice Adamu - Italia 2021, 119’, 01 Distribution.

Al primo piano di una palazzina romana vivono Lucio, Sara e la figlia, di 7 anni. Nell’appartamento accanto Giovanna e Renato le fanno spesso da babysitter. Una sera, Renato scompare con la bambina per ore. Quando vengono ritrovati, Lucio teme che a sua figlia sia accaduto qualcosa di terribile. Al secondo piano vive Monica, alla prima esperienza di maternità. Suo marito Giorgio trascorre lunghi periodi all’estero per lavoro e lei soffre la solitudine. All’ultimo dimorano Dora e Vittorio, due giudici inflessibili. Il loro figlio, una notte, ubriaco, investe e uccide una donna. Sconvolto, chiede aiuto ai genitori, ma…

Il cambiamento di prospettiva è quello che rende Tre piani interessante e misterioso. Nanni Moretti mette in scena per la prima volta la storia di un altro, affrontando la profusione narrativa delle serie, coi loro intrighi incrociati, i colpi di scena, la partitura corale. Ma è di letteratura che si tratta. Adattamento del romanzo omonimo di Eshkol Nevo, ambientato a Tel Aviv, Tre piani trasloca a Roma (…) con mariti infedeli o assenti, donne che amano troppo, bambine incustodite e fantasmi borghesi. Il film fa un’irruzione fracassante nelle loro vite: una macchina finisce in un appartamento nella prima scena e l’incidente avrà conseguenze immediate, indirette o lontane nel tempo. Gli inquieti condomini di Prati sono assediati dal regista, scossi dalle fondamenta e costretti nell’epilogo a lasciare con le loro stanze, la zona di confort. (…) Tre piani è un film nero che punta la durezza di un mondo in cui gli uomini non si capiscono più. Impensabile anche solo fare corpo “con una minoranza” di persone. L’intransigenza, la sfiducia e l’egoismo dettano i comportamenti dei personaggi guidati sovente dalla paura e dal senso di colpa. (…) Moretti osserva tre famiglie alle prese col dolore, il lutto, la responsabilità e moltiplica i punti di vista e i personaggi. Sovrappone piuttosto che collegare i destini dei suoi protagonisti, le cui azioni avranno esiti impilati uno sull’altro, come i piani del suo condominio. (…) Il condominio come l’Italia tutta intera, in crisi politica e morale. Comincia da lì il riscatto luminoso di un film corale che archivia il personaggio Moretti, quello che parlava di lui per parlare degli altri. (Marzia Gandolfi, www.mymovies.it)

C’è un’aria di infelicità, di depressione in queste vite di borghesi romani in cui ogni passione è spenta. Nella prima parte è come se qualcosa di terribile stesse per accadere intorno, nella città quasi invisibile, fatta di pochi esterni neutri, che è la Roma del film. Ma forse è il senno di poi: il film, ultimato due anni fa, prende un aspetto diverso dopo il Covid. Queste vite senza vita, queste monadi che vivono in un condominio-limbo sembrano venir spiegate, in un cortocircuito temporale, da ciò che stiamo vivendo, come se il film fosse un’altra premonizione morettina. (…) E la morale è il sommesso grido tra sé di Margherita Buy, mentre guarda da fuori il posto in cui è vissuta: “Ma perché questo posto dopo trent’anni mi sembra improvvisamente così triste? Mi viene voglia di bussare alla porta di tutti e di dire: svegliatevi! Il mondo è un po’ più grande di questo condominio!”. (Emiliano Monreale, www.repubblica.it)