mercoledì 30 giovedì 31 marzo 2022 - ore 21

UNA DONNA PROMETTENTE

(Promising Young Woman) Regia e sceneggiatura: Emerald Fennell - Fotografia: Benjamin Kracun - Montaggio: Frédéric Thoraval - Interpreti: Carey Mulligan, Bo Burnham, Laverne Cox, Clancy Brown, Jennifer Coolidge, Christopher Mintz-Plasse, Molly Shannon, Angela Zhou, Sam Richardson, Steve Monroe - USA 2020, 108’, Universal Pictures.

La 30enne Cassie ha buttato al vento ogni speranza, ha lasciato gli studi di medicina, lavora in un bar, vive coi genitori e ogni weekend gira per locali facendosi abbordare da sconosciuti. Fingendosi ubriaca, intende dimostrare come ogni uomo che l’avvicina nasconda il desiderio di possederla con la forza. La violenza è nel suo passato, in un trauma che l’ha segnata nel profondo; Nina, la sua migliore amica, ha subito una violenza di gruppo e poi si è suicidata. L’incontro con Ryan, un ex compagno del college, sembra spingere la sua vita in un’altra direzione, ma…

La protagonista è una donna e anche se Nina non appare mai, l’impronta che ha lasciato sulla sua amica in lutto domina ogni fotogramma. Cassie è stata trasformata dalla sua perdita, appiattita dal dolore, che ha avuto un effetto metamorfico sulla sua vita. Lei e Nina possono essere lette come una donna sola, una donna spezzata, scissa; il trauma condiviso, il dualismo, l’unione delle loro identità mutevoli, le collane dell’amicizia con un singolo ciondolo spezzato in due. Tutto suggerisce che sono ognuna lo specchio umano dell’altra, due persone distinte ma incomplete senza l’altra. (…) Mai al cinema si è vista una simile miscela di commedia nera, revenge movie dalle tinte sgargianti e racconto sulle conseguenze della violenza di genere, che non regala momenti di facile assimilazione, e che allo stesso tempo ti incoraggia a divertirti con le risposte taglienti di Cassie, pur riconoscendo che la sua è una vita distrutta dal violento sessismo che l’ha colpita. Colori sgargianti e un tema brutale: le narrazioni sugli stupri non devono essere solenni per essere prese sul serio; non devono essere visivamente oscure per trasmettere verità. Il colore e l’ironia non banalizzano l’aggressione sessuale o le sue conseguenze, ma in realtà aiutano gli spettatori ad avere una comprensione più completa dell’esperienza delle donne. Fennell ha consegnato al pubblico un lavoro complesso, che non banalizza, non è succube di facili pietismi, non si allinea a una dimensione visiva consolidata, ne immagina una nuova. Una dimensione che ha consapevolezza del tema, del dolore, e del rapporto simbiotico che si crea tra chi sceglie la fine e chi resta per darle un senso nuovo. (Lucia Tedesco, www.lostincinema.it)

Un dramma durissimo sull’elaborazione del trauma, travestito da commedia. (…) In Una donna promettente (…) le cose non vanno quasi mai come ci si aspetta. (…) Nonostante l’estetica sgargiante (...) è un’opera spietatamente realista che ci mette di fronte a nostre responsabilità sociali e individuali. (…) Lungi dall’essere una riflessione universale sulla cultura dello stupro, Una donna promettente ha il grande merito di stimolare la discussione su un problema collettivo. Nel farlo, Emerald Fennell dimostra una grande conoscenza della struttura del rape-revenge e dei suoi meccanismi. Sa come dare loro una forma completamente nuova, contaminando i registri in un’opera che alterna momenti di intelligente umorismo ad altri estremamente dolorosi, che coinvolgono empaticamente, mettono a disagio e colpiscono fortissimo. (Cristina Resa, it.ign.com)