mercoledì 1 e giovedì 2 aprile 2020 - ore 21

UNSANE

Regia, fotografia e montaggio: Steven Soderbergh - Sceneggiatura: Jonathan Bernstein, James Greer - Interpreti: Juno Temple, Claire Foy, Amy Irving, Joshua Leonard, Aimee Mullins, Jay Pharoah, Sarah Stiles, Colin Woodell, Ursula Triplett, Laura Rothschild, Erin Wilhelmi - USA 2018, 98’, 20th Century Fox.

Sawyer è una ragazza vittima di stalking fuggita in Pennsylvania in cerca di una nuova vita: ma il passato è dentro di lei e nella nuova città non si sente al sicuro. Così decide di consultare una psicologa. Sarà involontariamente sottoposta a un trattamento presso una clinica psichiatrica dove si ritroverà faccia a faccia con la sua più grande paura: ma è reale o solo frutto della sua mente malata? Nessuno sembra crederle e di fronte ad autorità incapaci o riluttanti ad aiutarla, Sawyer è costretta ad affrontare da sola i suoi fantasmi. Mercoledi 1 la proiezione sarà in versione originale sottotitolata in italiano.

Unsane racconta in modo realistico ciò che accade a tante donne vittime di stalking. (…) Soderbergh ci fa penetrare nell'inconscio di una persona traumatizzata in modo irreversibile. Non sembra esserci alcuna via d'uscita una volta che la vita è stata invasa, segnata, ferita. Il thriller si fa claustrofobico man mano che le pareti si riavvicinano e le inquadrature si restringono. La scelta della protagonista donna, dunque, permette al regista di esplorare la sua vulnerabilità che, nella nostra società, è diversa da quella maschile. Il peso delle parole di una donna è culturalmente diverso da quelle di un uomo. Così, è più facile accusare di pazzia Sawyer Valentini che cercare di risalire all'origine del trauma. In un costante cambiamento di punti di vista, Soderbergh dunque segue le visioni, allucinazioni e ricordi della donna, oscillando continuamente tra sanità e follia, senza mai fornire una risposta definitiva. In un permanente limbo al di là di ogni distinzione tra medici e pazienti, il centro di Highland Creek, inoltre, rivela presto le sue crepe: il business a discapito dei presunti malati su cui è lecito qualsiasi abuso di potere. La critica sociale e politica di un sistema che dovrebbe tutelare i suoi cittadini si fa strada lungo una narrazione incalzante da lasciare senza respiro. (Francesca Ferri, www.mymovies.it)

Protagonista della storia di Unsane è una donna in trappola. Schiava di uno stalker che l'ha costretta a cambiare città, lavoro, vita. E l'ha lasciata con un'ansia ed un'inquietudine che le impediscono di vivere serenamente. (…) Ci sono due aspetti da tener presente quando si parla di Unsane: da una parte il suo contenuto, la storia e i personaggi che sceglie di raccontare; dall'altra la forma, il mezzo scelto per veicolare questo contenuto. Alla seconda appartiene ovviamente la decisione di girare con un iPhone, che in prima battuta attira l'attenzione su questo nuovo progetto di Steven Soderbergh, ma si tratta di una mera, futile curiosità che lascia il campo alla seconda, l'asfissiante storia di Sawyer, dopo pochissime battute. Perché Unsane è un buon thriller, che appassiona, intrattiene e provoca più di un brivido, indipendentemente dal mezzo tecnico scelto per raccontarlo, perché lo script è ben costruito per catturare, e poi tenere, l'attenzione dello spettatore e immergerlo nell'incubo che sta vivendo la protagonista, che riflette su cosa accade quando qualcuno è intrappolato in un sistema che lo priva della sua identità. Una costruzione narrativa che funziona anche grazie a Claire Foy, che tratteggia la sua Sawyer con la giusta miscela di determinazione e fragilità. (Antonio Cuomo, www.movieplayer.it)