giovedì 28 giugno 2018 - ore 21

VI PRESENTO TONI ERDMANN

(Toni Erdmann) Regia e sceneggiatura: Maren Ade - Fotografia: Patrick Orth - Montaggio: Heike Parplies - Interpreti: Peter Simonischek, Sandra Hüller, Michael Wittenborn, Thomas Loibl, Trystan Pütter, Hadewych Minis, Lucy Russell, Ingrid Bisu, Vlad Ivanov, John Keogh, Ingo Wimmer, Cosmin Padureanu, Anna Maria Bergold - Germania/Australia 2016, 162', Cinema.

Ines è una donna in carriera che lavora per un'azienda tedesca a Bucarest. La sua vita sembra scorrere tranquilla fino all'arrivo improvviso di suo padre che le chiede se è felice. L'incapacità di rispondere alla domanda segna per lei l'inizio di un profondo sconvolgimento. Questo padre ingombrante, sempre pronto agli scherzi, di cui lei si vergogna un po', farà di tutto per aiutarla a ritrovare se stessa trasformandosi in un eccentrico personaggio: Toni Erdmann.

Originale, fresco e profondo (?) Toni Erdmann è anche un film commovente, che parla di quello che succede agli affetti, alla compassione, all'umanità, in un mondo nel quale il lavoro consuma tutto. Ines non riesce a staccare mai. Sta sempre al telefono, (?) è una manager di successo ma questo non le impedisce di essere terrorizzata dall'abisso che potrebbe aprirsi se sbagliasse un contratto, o se si rifiutasse di tenersi libera un'intera mattina per portare la moglie di un grosso cliente a fare un po' di shopping. Ines è disperata senza saperlo, perché non ha mai tempo di chiedersi se la sua smania di eccellere in un lavoro che consiste nell'aiutare le aziende a licenziare le persone le stia mangiando l'anima oppure no. Quando il padre, che arriva a Bucarest senza preavviso, le chiede se ha una vita al di fuori del lavoro, lei gli risponde stupita: "Che vuol dire? Tipo andare al cinema?". (?) Il suo metodo per riavvicinarsi alla figlia (e forse farle tornare il senno) è quasi dadaista. Fa l'idiota. Si mette una parrucca, una dentiera di plastica, in stile Halloween, e interpreta una serie di alter ego scherzosi. Interviene di continuo nella vita di Ines a Bucarest, mettendola anche in imbarazzo di fronte ai clienti. (?) Alcune sono veramente infantili e il disagio di sua figlia è spesso condiviso dagli spettatori. Il film preferisce di gran lunga la commedia scomoda al sentimentalismo. (?) Descritto così, potrebbe sembrare una commedia demenziale, ma non lo è. Anche quando, verso la fine, l'uomo entra a una festa di persone completamente nude travestito da enorme mostro peloso, portando il costume bulgaro tradizionale dei kukeri. È una delle scene più divertenti (?) ma è anche una scena dal profondo significato emotivo, perché è qui che, finalmente, la ribellione di Ines, forse, comincia. Forse, perché la vita e le persone sono complicate e Toni Erdmann è un film troppo intelligente per darci delle soluzioni semplici. (Lee Marshall, Internazionale)

Vi presento Toni Erdmann oltre a essere un film sulla difficoltà dell'essere genitori, e sulla difficoltà di essere figli, è anche un'amara riflessione sulla fatica che devono fare le donne per emergere in contesti aziendali fallocratici. Il maschilismo quasi inconsapevole di capo e colleghi costringono Ines a spingersi al limite delle proprie forze. Ma anche per loro sta arrivando il momento di mettersi a nudo. Nonostante il minutaggio eccessivo, Vi presento Toni Erdmann è un film che si vede senza fatica, e che trascina lo spettatore in un percorso di visione: si parte col girare lo sguardo altrove per l'imbarazzo, e si arriva a una commovente e sincera empatia. (Maria Laura Ramello, www.wired.it)