mercoledě 18 e giovedě 19 aprile 2018 - ore 21

VIRGIN MOUNTAIN

(Fúsi) Regia e sceneggiatura: Dagur Kári - Fotografia: Rasmus Videbćk - Montaggio: Dagur Kári, Oliver Bugge Coutté, Andri Steinn Guđjónsson - Interpreti: Gunnar Jónsson, Ilmur Kristjánsdóttir, Sigurjón Kjartansson, Franziska Una Dagsdóttir, Margrét Helga Jóhannsdóttir, Arnar Jónsson - Islanda/Danimarca 2015, 94', Movies Inspired.

Islanda. Fúsi ha 43 anni, vive ancora con la madre e lavora scaricando bagagli in un aeroporto. Introverso e corpulento, non ha mai avuto una donna e subisce senza reagire i pesanti scherzi dei colleghi. Quando riceve in regalo l'iscrizione a un corso di ballo country, č estremamente restio a frequentarlo, ma l'incontro con Sjofn, una delle corsiste, lo spinge a partecipare...

Č sempre bello vedere film che arrivano dal grande freddo, pochi ma sempre contraddistinti da una qualitŕ superiore alla media. Non fa eccezione questo Virgin Mountain, (?) che non cade in nessuna delle trappole retoriche, sentimentali o ricattatorie sempre presenti in questo tipo di storia e che il regista evita con scaltrezza dopo averle disseminate ovunque. Guidati dal fantastico protagonista, Gunnar Jňnsson (che, come tutti gli attori comici, č perfetto in un ruolo serio), entriamo con naturalezza nella vita di questo bamboccione buono come il pane e un po' mammone (?), che non reagisce agli insulti e alle violenze e non si difende nemmeno dagli infamanti sospetti che suscita la sua amicizia con una bambina solitaria, venuta ad abitare nel suo palazzo col padre separato. Sbaglierebbe, perň, chi lo giudicasse patetico o esagerato: siamo sicuri che di Fůsi al mondo ne esistono migliaia, e che c'č speranza per ognuno di loro. Č davvero bravo Kŕri, come dicevamo, ad evitare la tentazione dell'happy end (che in fondo c'č per tutti, ma non č quello che ci si aspetta) e a non vittimizzare troppo il suo protagonista. La sua maturazione nell'incontro con la bambina che gli pone delle domande dirette alle quali fino ad allora si č sottratto e quello con un'altra outsider, alla quale sarŕ lui a cambiare realmente la vita, sono rese in modo totalmente plausibile e naturale. Come un romanzo, Virgin Mountain ci fa conoscere un personaggio che non č necessariamente triste e deprimente, ma semplicemente diverso da noi. Punteggiato da un sottile umorismo nordico che ne alleggerisce il tono, č uno di quei film costruiti su piccole cose e impercettibili movimenti interiori in grado di rallegrare e commuovere insieme. (Daniela Catelli, www.comingsoon.it)

Dagur Kári - classe 1973, nato in Francia e cresciuto in Islanda - realizza un film di rara delicatezza su un processo di crescita tardiva evitando sapientemente le trappole della facile commozione e del trito patetismo. Il suo protagonista (?) racchiude sensibilitŕ e bellezza dentro un ingombrante involucro sul quale, troppo spesso, gli altri si limitano a soffermarsi. La naďveté che lo caratterizza, perň, non ne fa un perdente, tantomeno un infelice ma, al contrario, un uomo di animo leggiadro che, pur temendo di abbandonare le rassicuranti certezze di un'esistenza routinaria, si lascia andare gradualmente alle inevitabili trasformazioni che comporta la vita adulta. (?) Gunnar Jónsson interpreta il proprio personaggio esprimendo, dietro un'apparente impassibilitŕ, gli impercettibili e altresě profondi cambiamenti di un uomo che non puň piů fuggire a se stesso e a quella straordinaria avventura che č l'esistenza. Con grazia e ironia, Kári ci fa assistere alla crescita di Fůsi che non sarŕ priva di amarezza o di dolore ma anche di sorprendenti scoperte. (Eleonora Saracino, www.cultframe.com)