mercoledì 11 e giovedì 12 ottobre 2017 - ore 21

A CASA NOSTRA

(Chez nous) Regia: Lucas Belvaux - Sceneggiatura: - Fotografia: - Montaggio: - Interpreti: Émilie Dequenne, André Dussollier, Guillaume Gouix, Catherine Jacob, Anne Marivin, Patrick Descamps, Charlotte Talpaert, Mateo Debaets - Francia 2017, 117’, Movies Inspired.

Pauline è un'infermiera indipendente che lavora in un distretto minerario nel nord della Francia, cresce i due figli da sola e si prende cura del padre. È determinata e forte, i suoi pazienti le vogliono molto bene, quindi la sua popolarità potrebbe essere messa al servizio della politica locale. Attraverso il dottor Berthier un medico che lei apprezza, l’RNP, un partito nazionalista emergente in cerca di rispettabilità cercherà di sfruttare la sua personalità candidandola a sindaco per le elezioni comunali.

Quando, come nel film di Lucas Belvaux,  c’è chi si vanta troppo di non essere né di destra né di sinistra, bisogna diffidare, e anche tanto. Perché è la solita, vecchia battuta che nasconde facili qualunquismi, o populismi pericolosi. (…) Ma Belvaux non vuole parlare alle persone che sanno cos’è davvero l’estrema destra, ma a quelli che “un giorno, forse domani, saranno tentati di rispondere a questi canti di sirena”. Come succede a Pauline (Emiliè Dequenne), donna affaticata dal ritmo delle giornate, dalla ripetitività del lavoro e della vita familiare, ma una bella persona: gentile, onesta, sincera. È ciò che serve al RNP (chiaro riferimento al Front National) che, candidandola come sindaca, può darsi una bella immagine di trasparenza. Qualcuno la nota, la lusinga, la blandisce, la seduce, fino a far cadere le sue deboli difese. Il diniego iniziale di Pauline è motivato solo dall’essere figlia di un comunista; evidentemente il padre non è riuscito a trasmettere lo stesso impegno, le stesse incrollabili sicurezze. Ed è struggente il momento in cui Pauline gli confessa la sua candidatura, con quel partito che può nascondere a molti la vera appartenenza, ma non a lui, che la manda via dicendo di non volere una figlia fascista. (…) Rivediamo in Emiliè Dequenne lo stesso viso del film precedente dello stesso regista, Sarà il mio tipo? del 2014. Ma non la stessa luce negli occhi, l’allegria, la vitalità. Allora ci era stato raccontato l’amore possibile ma non eterno tra una parrucchiera e un intellettuale; brava l’attrice in questi due ruoli così diversi e Lucas Belvaux che sa passare con naturalezza da una narrazione di relazioni intime a questa, che se pure si sofferma ancora su una storia privata, ci mostra le insidie della politica, di un certo tipo di politica. (Margherita Fratantonio, www.taxidrivers.it)

Interpretata dall'indimenticata Rosetta dei fratelli Dardenne, Émilie Dequenne, ovvero Pauline ha davvero un calore umano convincente e contagioso, inoltre la sua relativa ingenuità è giustificata dai molti problemi che affronta contemporaneamente e a cui deve prestare attenzione, come l'istruzione dei figli e il padre che non si vuole curare. In più Pauline, per quanto si ritenga vagamente "di sinistra" non si interessa di politica da decenni e ha stima del dottor Berthier, che è stato molto generoso con la sua famiglia. Ed è proprio qui la forza del film: nel raccontare come anche una persona perbene, cresciuta con valori progressisti, possa facilmente scivolare nelle maglie di una retorica suadente, che ha attentamente rimosso le parole più incendiarie. Infatti Berthier le spiega che non si può usare un linguaggio razzista, ma basta dire delinquenti e la gente capirà. (…) Chez Nous è così realistico da risultare spaventoso. (Andrea Fornasiero, www.mymovie.t)