CINQUEMILAQUATTROCENTO CHILOMETRI
Esattamente 111 giorni prima di capodanno, inizia la 41esima stagione cinematografica di Suburbana con La parte degli angeli di Ken Loach. Dal lontano maggio del 1973, la lampada della cabina di proiezione del cineclub ha illuminato sullo schermo qualcosa come 290 milioni di fotogrammi, oltre 5400 chilometri di pellicola a 35 millimetri che stesi sul terreno potrebbero raggiungere i dintorni di Kabul dove si dipana la storia di Come pietra paziente, il bellissimo film interpretato da Golshifteh Farahani che proietteremo a marzo.

Lo ricordiamo perché questa sarà la stagione in cui dovremo dire addio alla cara vecchia pellicola, il lungo nastro che coi suoi 52 fotogrammi al metro ha riempito di emozioni una folla immensa di spettatori, a partire da quel 28 dicembre del 1895 al Grand Cafè sul Boulevard des Capucines, quando due mitici fratelli proiettarono per un pubblico sbalordito La sortie des usines Lumière. Le case di produzione stanno infatti per passare al digitale. Dovremo farcene una ragione: le leggi del mercato colpiscono, implacabili e spietate, i sogni di quei milioni di appassionati che nel mondo, da quasi centoventi anni, riempiono le sale cinematografiche: dal primo di gennaio 2014 i film saranno distribuiti soltanto a suon di pixel.

Con buona pace di centinaia di piccole sale che, a causa di questo evento, chiuderanno per l'impossibilità  di adeguarsi alle nuove tecnologie che prevedono investimenti tra i 40 e gli 80 mila euro. Andranno ad aggiungersi alle oltre 880 sale che, in Italia, per la crisi che attraversa il settore, dal 2001 ad oggi hanno spento per sempre i loro proiettori. Solo quest'anno circa 80 monosale hanno inchiodato i battenti. Una falcidia insopportabile per chi ama il cinema e il grande schermo: un'arte da frequentare con amici e amiche, per condividere una risata o un'emozione con tutti quelli che sono seduti accanto a te. Il cinema pantofolaio non è la stessa cosa: ti alzi per farti un caffè o per andare alla toilette o ti distrai per intavolare una discussione sul nulla con chi sta seduto sul tuo stesso divano, mentre un'opera cinematografica è pensata dal suo autore come una sequenza ininterrotta di fotogrammi e così va visto per non perderne la magia.

SUBURBANA RESISTE. In questo disastrato panorama, Suburbana riparte per il suo 41esimo anno, con tante difficoltà economiche e continuando per scelta a rinunciare ai contributi pubblici, ma anche con tutto l'amore espresso dall'attivismo dei suoi volontari, che sono il direttivo e tutti i suoi 650 soci. Riparte con un programma ricco, coi migliori film di qualità  usciti nelle sale nel corso della stagione;
dieci mesi di cinema, una cinquantina di film d'autore, da non perdere e da vedere insieme sul grande schermo con immutata passione.