L’Incontro, che nel corso della stagione 2017-2018 compie 45 anni è nato per iniziativa dell’Arci e Federico Peiretti, fondatore dell’Aiace a Torino, è stato il nostro primo Presidente. Questo cineclub, le cui proiezioni sono iniziate il 27 aprile del 1973, fu da subito considerato uno spazio importante e necessario per incontrarsi e confrontarsi negli anni di quella grande crescita sociale, politica e culturale che coinvolse l’intero Paese. In pochi giorni dall’uscita del programma vi aderirono alcune centinaia di soci che nel giro di due o tre anni superarono il migliaio. Soci in grande maggioranza giovani e giovanissimi che assistevano alle proiezioni seduti su panche e sedie in legno. L’Incontro era anche allora un’associazione povera di mezzi, ma era tanto l’entusiasmo che, ogni sera, si faceva tardi per discutere di quello che si era visto su quel grande schermo dipinto a calce sopra un muro al fondo del salone. Nel 1973 si proiettarono diciannove pellicole e il programma iniziò con La classe operaia va in paradiso, film Palma d’oro a Cannes. Nel corso degli anni, da quel 27 aprile, più di ventimila soci si sono avvicendati in sala e, allo spegnersi delle luci, un flusso lungo più di duemila film ci ha inondati di emozioni, voglia di stare insieme, sogni e idee. Un passione che continua oggi, col cinema che ha cambiato pelle passando dalla pellicola 35 mm al digitale. L’entrata in questo nuovo mondo ci ha costretti a rinnovare le apparecchiature e non è stata facile, visto che Suburbana rifiuta da sempre finanziamenti che non provengano dal tesseramento. Ma, malgrado la scomparsa della pellicola, il cinema è rimasto, come lo ha definito l’autore di Citizen Kane un “nastro dei sogni”, un nastro che ci aiuta a guardarci dentro per capire meglio quello che succede fuori di noi. E L’Incontro, Suburbana, è anche questo per i suoi quasi seicento soci che, con la loro partecipazione e il loro volontariato, la fanno vivere.

È una delle ragioni per cui, a quarantacinque anni dall’esordio, attuale Presidente è il regista Daniele Gaglianone, Suburbana è ancora attiva e, dà inizio a una nuova stagione che vedrà scorrere sul grande schermo più di cinquanta nuovi film. Un programma che apre a settembre con In guerra per amore, una commedia che parla di storia e di mafia, e si chiude a giugno con un’altra eccentrica commedia (Vi presento Toni Erdmann). Tra queste due date si collocano film importanti della stagione trascorsa (Frantz, Captain Fantastic, Lasciati andare, La La Land, La pazza gioia, Lettere da Berlino, Manchester by the Sea, Libere Disobbedienti Innamorate, Fai bei sogni, Il diritto di contare, La ragazza del treno, Snowden, Io Daniel Blake, 7 minuti), accanto a piccole imperdibili perle (Il viaggio, A casa nostra, La sposa bambina, Virgin Mountain, Paterson, Un padre una figlia, Tangerines-Mandarini). Impossibile citarli tutti. Come sempre vi sono alcune pellicole non viste nelle sale (il cartone franco/ivoriano Aya: la vita a yop City e i due film tedeschi che proietteremo in collaborazione col Goethe Institut, Luci lontane e Il dono degli Dei); un paio di film in lingua originale al mercoledì e in italiano al giovedì (Sully, Il cittadino illustre); un miniciclo sul cinema iraniano (Il cliente e Nahid) e uno con film girati a Torino (Le ultime cose e La vita possibile); due serate saranno dedicate a documentari: Citizenfour (otto pericolosi giorni, quasi un thriller, che mostrano l’incontro di Edward Snowden con la macchina da presa della regista Laura Poitras) e Assalto al cielo (l’utopia vissuta negli anni settanta raccontati attraverso il montaggio di filmati d’archivio). Tutto questo a partire dal 13 settembre: buon quarantacinquesimo anniversario Suburbana.