giovedì 13 dicembre 2018 - ore 20,30

COCO

Regia: Lee Unkrich, Adrian Molina - Sceneggiatura: A. Molina, Matthew Aldrich - Fotografia: Matt Aspbury, Danielle Feinberg - Montaggio: L. Unkrich, Steve Bloom - Animazione, USA 2017, 109', Disney/Pixar.

Il dodicenne Miguel venera un leggendario cantante che vorrebbe emulare. Mentre nel villaggio messicano fervono i preparativi per il Dìa de Muertos, Miguel trafuga una chitarra magica. Per questo gesto finisce in una dimensione tanto fiabesca quanto misteriosa, il mondo dei morti, che appare come una gigantesca metropoli verticale: collegata da tram, regolata da uffici e sportelli, e popolata da arzilli scheletri luccicanti. Qui Miguel ritroverà un grande affetto, la nonna, Mama Coco.

Il piccolo Miguel ha un sogno: diventare un musicista, come il suo idolo, Ernesto de la Cruz, orgoglio nazionale, una sorta di Elvis messicano. C'è però un problema: a causa di un trauma mai risolto, la sua famiglia ha bandito completamente la musica, costringendo il ragazzo a diventare un artigiano nella bottega dei genitori, calzolai da generazioni. Miguel non ci sta ad appendere al chiodo la chitarra per farsi seppellire da cuoio e rimpianti: rubata una chitarra da una tomba, si iscrive alla gara musicale che si tiene ogni anno nel Día de Muertos, ma si ritrova catapultato nel regno dei morti che è, inaspettatamente, coloratissimo e pieno di musica. Per tornare tra i vivi il ragazzo deve avere una benedizione e per ottenerla si fa aiutare da Hector, scheletro ormai quasi completamente dimenticato, che rischia di scomparire per sempre perché nessuno si ricorda di lui. (?) Con la corsa contro il tempo di Coco capiamo che, qualsiasi cosa accada, bisogna tenersi stretti i ricordi delle persone che amiamo: non importa se ci hanno ferito, non importa se non sono più con noi, la scintilla dell'amore deve essere passata, perché senza amore non c'è speranza e senza speranza non c'è futuro. Bloccato tra il desiderio di spiccare il volo lasciandosi le costrizioni alle spalle e non deludere chi lo ama, Miguel è un'anima ribelle che si perde momentaneamente in una selva oscura (ha perfino un cane di nome Dante a fargli da guida), ma, grazie alla forza del suo cuore e delle sue canzoni (?) riesce a rimanere fedele a se stesso, allontanando il vuoto. Se una risata può seppellire, una canzone può far rinascere: quella di Coco scalda il cuore, anche dei più cinici. (Valentina Ariete, www.movieplayer.it)

Le tradizioni e le culture messicane sono una colonna portante della struttura del film e rendono la storia affascinante e interessante, impreziosendo il viaggio di Miguel verso la scoperta delle proprie origini e dell'importanza del rispetto nel confronto dei propri antenati con scene memorabili in cui appaiono figure storiche come Frida Kahlo, impegnata a ideare uno spettacolo per le anime dei defunti. (?) La sceneggiatura, ricca di momenti d'azione e tanta ironia, trova la sua forza nella celebrazione della famiglia e della memoria, idee che animano le lezioni che apprende Miguel nella sua avventura a suon di musica, tra party, scontri e rivelazioni inaspettate. Scoprire la verità sulla storia della determinata Imelda e di sua figlia Coco diventerà così essenziale per permettere a Miguel di trovare il proprio posto nel mondo e alla sua famiglia di rispettare i desideri delle persone amate, mentre gli spettatori possono riflettere sulla propria vita. (?) La Pixar regala una nuova storia che si addentra nelle emozioni di chi non si sente accettato e capito, creando un mondo iper-colorato e metaforico che commuove e diverte in egual misura. (Beatrice Pagan, www.lettera43.it)