giovedě 6 giugno 2019 - ore 21

CORPO E ANIMA

(A teströl és a lélekröl) Regia e sceneggiatura: Ildikň Enyedi - Fotografia: Máté Herbai - Montaggio: Károly Szalai - Interpreti: Alexandra Borbély, Morcsányi Géza, Ervin Nagy, Pál Mácsai, Júlia Nyakó, Tamás Jordán, Gusztáv Molnár - Ungheria 2017, 116', Movies Inspired.

Endre, direttore amministrativo di un mattatoio industriale di Budapest, č sospettoso nei confronti di Mária, nuova responsabile del controllo qualitŕ. Endre pensa che Mária sia eccessivamente formale e troppo concentrata su se stessa. E trova anche che sia troppo severa nel valutare la qualitŕ delle carni. Semplicemente, Mária applica sul lavoro lo stesso ordine che utilizza nella gestione della sua vita. Nel corso di colloqui di routine, una psicologa scopre che Mária ed Endre condividono lo stesso ricorrente sogno. Nel quale, sotto forma di cervi che si amano, i due si incontrano ogni notte in una foresta innevata... 

Pellicola eccentrica e poetica, Corpo e anima č un lavoro spiazzante nel suo alternare dramma e ironia nonsense. La principale fonte di questa comicitŕ surreale č proprio Maria. Le idiosincrasie della donna sono talmente gravi ed eccessive da risultare fonte di ilaritŕ. Personaggio tanto curioso quanto improbabile, la donna č un concentrato di patologie mentali e comportamenti eccentrici che la condizionano nella vita e nel lavoro. Questa č la ragione per cui, pur essendo molto avvenente, Maria non ha mai avuto una relazione con nessun uomo. Eppure la sua cotta per Endre aumenta giorno dopo giorno, tanto da spingerla a fare violenza su se stessa per superare la sua incapacitŕ di vivere una relazione adulta pur di far breccia nel cuore del collega. Focus di Corpo e anima č la strana relazione che si instaura tra Endre e Maria, ma intorno a loro si muovono una serie di personaggi altrettanto curiosi che lavorano nel macello e assistono divertiti agli approcci amorosi tra la candida Maria e l'"arrugginito" (sentimentalmente parlando) Endre. Il film scorre rapido e vivace grazie ai vari siparietti tra i personaggi che scandiscono la storia, ma dietro i momenti ironici traspare una vena di drammatica profonditŕ. Merito della sensibilitŕ della regista Ildikó Enyedi, capace di trovare una modalitŕ curiosa e originale per indagare le profonditŕ dell'animo umano. (?) La regista gestisce con sicurezza lo sviluppo narrativo del racconto concedendosi alcune sequenze in cui l'eccentricitŕ dei personaggi sfocia nel grottesco (?) e dimostra che, se si possiedono intelligenza e creativitŕ, esistono modi originali per parlare d'amore come se fosse la prima volta. (Valentina D'Amico, wwwmovieplayer.it)

Per quanto goffi nei loro tentativi di relazionarsi l'uno con l'altro, i due si incontrano in sogno, pacati abitanti di un ovattato paesaggio invernale che esplorano, cercandosi, sotto forma di cervi. La comparsa in scena della psicologa della polizia, che deve esaminare tutti i dipendenti a seguito di un furto di viagra per il bestiame, funzionerŕ da stratagemma per metterli a conoscenza del loro sogno condiviso. (?) Questo di Enyedi č un film che mette in scena la sofferenza di entrare in contatto con l'altro, di abbassare le proprie difese e aprirsi a un possibile incontro preparandosi, allo stesso tempo, a essere feriti e, magari, rifiutati. Č un film intimista e delicato, una storia d'amore che si sviluppa circospetta  ma che si abbandona anche alla dolcezza dei piccoli gesti, come chiamarsi poco prima di coricarsi per darsi la buonanotte e un arrivederci dentro ai confini del sogno. (Serena Scateni, www.cinematographe.it)