giovedì 28 febbraio 2019 - ore 21

EASY - UN VIAGGIO FACILE FACILE

Regia e sceneggiatura: Andrea Magnani - Fotografia: Dmitriy Nedria - Montaggio: Luigi Mearelli - Interpreti: Nicola Nocella, Libero De Rienzo, Barbara Bouchet, Lorenzo Acquaviva, Ostap Stupka, Veronika Shostak, Nadia Magnani - Italia/Ucraina 2017, 91', Tucker Film.

Isidoro, detto Easy, ha 35 anni ed è stato una promessa dell'automobilismo fino a quando non ha cominciato a prendere peso. Ora passa il tempo davanti alla playstation, ingerendo psicofarmaci e pensando, forse, al suicidio. Un giorno il fratello, imprenditore edile, gli chiede di riportare in Ucraina la salma di un operaio morto per un incidente sul lavoro. Sulla carta niente di complicato, ma per Isidoro un lungo viaggio attraverso i Carpazi può rivelarsi davvero insidioso?

Magnani non si limita (?) a presentarci un novello Candide che torna a conoscere un mondo che è profondamente mutato da quando lui si è chiuso in un triste isolamento. Ci viene infatti anche proposto un sottobosco imprenditoriale italiano privo di scrupoli, perfettamente rappresentato dal fratello che vuole occultare una morte bianca sfruttando l'ingenuità e la passione repressa per la guida di Easy. Ma non solo, perché il viaggio è costellato di inconvenienti a volte provocatori di risate e in altri casi tendenti alla riflessione sullo stato dell'Unione Europea. Perché in questo trasferimento verso Est con bara al seguito si ha modo di scorgere quell'Europa a due velocità. (?) Da un lato un'Italia che ha un rapporto ambivalente con i migranti (da respingere ma anche da sfruttare) e poi, più si va verso Oriente, Paesi in cui la dimensione rurale ha ancora una grande importanza. Easy li scopre con uno sguardo interrogativo dapprima protetto da una barba invadente e poi con un volto messo a nudo come progressivamente viene messa a nudo la realtà che lo circonda. (?) E il finale del film è, dal punto di vista della sceneggiatura, uno dei più coraggiosi del recente cinema italiano. (Giancarlo Zappoli, www.mymovies.it)

Nella bara c'è Taras, un operaio ucraino morto in un incidente sul lavoro (?). Il povero Taras ha fatto un volo che l'ha sottratto per sempre agli affetti che lo aspettavano al di là dei monti, delle foreste, delle autostrade lunghe e noiose. In qualche modo ci tornerà, e se Isidoro farà un favore a lui (più che al fratello che gliel'aveva chiesto), in un certo senso Taras glielo ricambierà, consentendogli di riscattarsi da una vita di fallimenti, di imparare a riconoscere, e a combattere, le incertezze e le paure. E di trovare, alla fine di quel cammino, tutto quello che gli mancava, cioè quel poco che serve: un sentimento, un futuro, qualcuno da amare. (Alessandra Vitali, www.repubblica.it)

Una commedia delicata, che coinvolge e trasporta in terre apparentemente ostili e sconosciute, ma popolate da gente sincera, autentica e generosa. Il film si regge interamente sulle spalle robuste dal bravissimo Nicola Nocella, purtroppo poco utilizzato dal nostro cinema. Nei novanta minuti del racconto, Nocella compie un viaggio attraverso l'Europa e dentro se stesso, rimanendo sempre misurato, intenso e alternando sapientemente ironia, malinconia, tristezza, paura, sconcerto, euforia. (?) Gli altri personaggi, soprattutto quelli Ucraini sono azzeccatissimi, così convincenti da sembrare scelti casualmente sul posto, senza un casting e assecondando di volta in volta quello che il canovaccio narrativo richiedeva. Ma in realtà sono quasi tutti attori professionisti, di grande bravura e umanità. (Stefano Bessoni, www.cinefilos.it)