giovedì 1 novembre 2018 - ore 21

GRANMA

Regia e sceneggiatura: Daniele Gaglianone e Alfie Nze da un'idea di Gianni Amelio - Fotografia: Ayo Obalisa - Montaggio: Cristina Monti - Interpreti: Sunday Nubi Onuche, Benedicta Gbemudu, Tessy Honuoha, Helen Ameh, Okechi Enyi - Italia 2017, 35', Pablo.

Jonathan è un giovane Igbo, nato a Lagos, con la passione per la musica. Mentre sta registrando un pezzo hip-hop da lui scritto, riceve la telefonata di un amico di suo cugino Momo partito per l'Europa attraverso il deserto e il mar Mediterraneo. Momo è morto durante la traversata in mare. Jonathan dovrà accompagnare sua nonna per portare la notizia alla sorella, la nonna di Momo, che vive in un villaggio nel cuore del sud-est della Nigeria. Il viaggio sarà occasione di confronto e crescita per nonna e nipote.

Secondo Gaglianone girare il film con Alfie Nze, regista nigeriano che vive in Italia, «È stato fondamentale dato che Granma è interamente ambientato in Nigeria e realizzato con una troupe del posto». E anche perché, aggiunge Nze, «Per raccontare questa storia serviva il punto di vista di chi l'ha vissuta personalmente: è dal '94 che non ho notizie di mio cugino con cui sono cresciuto, scomparso anche lui nel tragitto verso l'Europa». Per Daniele Gaglianone Granma è stata anche l'occasione per tornare a lavorare - vent'anni dopo Così ridevano - con Gianni Amelio, autore del soggetto originale «da cui però - spiega il regista di La mia classe - ci siamo molto discostati: in primo luogo nell'ambientazione, che Amelio aveva immaginato nell'Africa del Nord». E anche, aggiunge Nze, «riportando in primo piano le donne. Nel suo soggetto il protagonista doveva dare la notizia al nonno, ma nell'Africa nera i padri sono quasi un corpo estraneo: la presenza imprescindibile è quella della madre (?) Granma non verrà proiettato solo in Europa ma anche e soprattutto nei paesi dell'Africa da cui partono i flussi migratori e dove, conclude Nze, «le informazioni vere non arrivano, ma solo i frammenti di storie di chi 'ce l'ha fatta', e che magari può permettersi una settimana di gloria girando nel suo paese natale con una Mercedes sgangherata». (Giovanna Branca, Il Manifesto)

Parte della campagna di sensibilizzazione di Aware Migrants, Granma nasce per raccontare agli africani (e non solo a loro) la realtà delle migrazioni clandestine. (?) "Mi sono trovato per la prima volta in Africa - racconta Gaglianone - lavorando con una troupe nigeriana e con il co-regista Alfie Nze; senza di lui non sarebbe stato neppure pensabile muoversi in una realtà complicata come quella di Lagos". Per Alfie Nze, regista di origini nigeriane naturalizzato italiano, autore del mediometraggio Il diavolo arriva a Koko, "In Italia si parla del fenomeno della migrazione, come se fosse una cosa passeggera, perché la parola fenomeno suggerisce questo, ma i movimenti delle persone non si fermeranno mai. I ragazzi partono per cercare lavoro e le famiglie spendono 4/5mila euro per pagare quel viaggio. Con quella cifra potrebbero prendere la prima classe invece si ritrovano nelle mani dei trafficanti che li brutalizzano e spesso li uccidono. In Africa si sa poco di tutto questo, quindi il film ha una funzione informativa". (?) Secondo Gaglianone Granma "Vuole raccontare lo stato d'animo che c'è dietro la decisione di partire". E sottolinea che "Il fenomeno della migrazione è il risultato di un sistema dominante che non permette alle persone di muoversi liberamente. Perché mio figlio può andare a Parigi o Londra e un ragazzo nigeriano non può viaggiare? È un sistema profondamente ingiusto".  (Cristiana Paternò, news.cinecittà.com)