lunedì 29 ottobre 2018 - ore 21

LA CASA SUL MARE

(La villa) Regia: Robert Guédiguian - Sceneggiatura: Serge Valletti, R. Guédiguian - Fotografia: Pierre Milon - Montaggio: Bernard Sasia - Interpreti: Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Jacques Boudet, Anaïs Demoustier, Robinson Stévenin, Yann Trégouët, Geneviève Mnich - Francia 2017, 107', Parthénos.

In una villa a Méjan si ritrovano tre fratelli: Angèle, un'attrice che vive a Parigi; Joseph, un professore che si è appena innamorato di una giovane che ha la metà dei suoi anni; Armand, l'unico che è rimasto sul posto ad occuparsi del piccolo ristorante di famiglia. I tre misurano la loro esistenza davanti all'ictus che ha colpito il genitore: l'eredità, la casa, il ristorante, la coscienza politica e sociale, i conti col proprio passato. L'irruzione improvvisa di tre bambini, braccati dalla polizia, naufraghi di un viaggio della speranza nel Mediterraneo, sconvolge le loro riflessioni e segna un nuovo inizio.

Robert Guédiguian ambienta La casa sul mare in una calanca vicino alla sua amata e contraddittoria Marsiglia. I protagonisti sono appunto tre fratelli, molto lontani tra loro per vita e scelte fatte, che hanno l'occasione di ritrovarsi al capezzale del padre. Un'occasione per fare il punto sulle loro vite, sui loro rapporti, per riflettere su un passato - rimpianto con nostalgia - che non c'è più né dal punto di vista sociale (il piccolo borgo in cui si ritrovano, prima pulsante di vita, ora è semi abbandonato) né politico. Tutto sembra quindi affievolirsi in una sorta di inevitabile declino. Però, accade qualcosa che cambia profondamente le vite dei tre fratelli: l'arrivo su una barca di tre piccoli profughi, guarda caso due fratelli e una sorella, che i tre protagonisti decidono di nascondere e di tenere con loro per farli crescere proprio lì, dove anche Angela, Joseph e Armand sono cresciuti e dove ci sono ricordi belli ma anche tragici che si portano con loro. Guédiguian ci dice quindi che sono ancora gli ultimi - non gli operai e i lavoratori, come in molti suoi film, ma in questo caso i migranti - a poterci dare una speranza. Molto bravi i tre protagonisti, Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin e Gerard Méylan: presenze quasi fisse di molti film del regista marsigliese, tanto che per far vedere loro tre da ragazzi, Guédiguian ripesca uno spezzone di un suo vecchio film (Ki lo sa?). Una scena che non sa di autocitazione ma di una familiarità affettuosa dei tre con il loro autore. (Aldo Artosin, www.sentieridelcinema.it)

È un film pieno d'affetto La casa sul mare. Quello dei figli per gli anziani genitori, quello tra fratelli disposti a sostenersi a vicenda per affrontare la morte imminente del padre e quello inaspettato dell'amore che finisce o ricomincia. Nel film non manca la giovane e terza generazione, quella in cui i ricordi della vita nel paesino di mare sono sfumati o inesistenti. È il nuovo che avanza e non comprende, ma che è comunque capace d'empatia e tenerezza. Nell'enclave della nostalgia autoriferita Robert Guédiguian trova persino il tempo di far piombare all'ultimo una quarta generazione, quella del presente drammatico, che ricorda a tutti quanto anche la quotidianità possa essere un sogno incredibile se visto dagli occhi di chi arriva da lontano. Il regista francese un po' prende in giro la molle malinconia borghese dei suoi protagonisti, ma sotto sotto è orgoglioso della loro umanità e tenta di risvegliare quella dello spettatore in sala. (?) Robert Guédiguian racconta la Francia delle generazioni di anziani genitori che va scomparendo, mentre i loro figli si scoprono invecchiati ma ancora capaci d'innamorarsi. Vibrante e umano. (Elisa Giudici, www.foxlife.it)