mercoledì 20 e giovedì 21 marzo 2019 - ore 21

LA FORMA DELL'ACQUA

(The Shape of Water) Regia: Guillermo Del Toro - Sceneggiatura: G. Del Toro, Vanessa Taylor - Fotografia: Dan Laustsen - Montaggio: Sidney Wolinsky - Interpreti: Sally Hawkins, Richard Jenkins, Octavia Spencer, Michael Shannon, Doug Jones, Michael Stuhlbarg, Nick Searcy, Lauren Lee Smith - USA 2017, 119', 20th Century Fox.

Eliza, giovane donna muta, lavora in un laboratorio scientifico di Baltimora dove gli americani combattono una crudele guerra fredda. Impiegata come donna delle pulizie, Eliza è legata da profonda amicizia a Zelda, collega afroamericana, e a Giles, vicino di casa omosessuale. Diversi in un mondo di mostri dall'aspetto rassicurante, scoprono un esperimento segreto: nel laboratorio (soprav)vive in cattività una creatura anfibia di grande intelligenza e sensibilità. Miglior film, miglior regia, scenografia e colonna sonora agli Oscar 2018.

The Shape of Water racconta una storia che è in grado di rapirti, di catturarti, e di farti battere palpebre e cuore col ritmo e la passione degli eventi e della storia che stai guardando. L'archetipo è quello della fiaba, i modelli di riferimento sono ovvi, (Il mostro della laguna nera e La Bella e la Bestia), la passione cinefila è percepibile, ma tutto questo non si traduce mai in esposizione standardizzata e asettica. Quello di Del Toro è un film di emozioni e sentimenti, di amore spirituale e perfino carnale (?), capace di farsi anche discorso politico senza mai diventare per questo pedante o retorico. Una ragazza muta e gentile, l'amica e collega che parla per due, una creatura spaventosa e affascinante, un vicino gay ossessionato dalla vecchiaia, spie russe e un villain mai caricaturale. Nelle mani di Del Toro (?) ci sono i personaggi appassionati e appassionanti di una favola che rivendica la forza dell'amore e il superamento di ogni tipo di razzismo e pregiudizio. (?) Un film scritto con cura e precisione, che mescola avventura e romanticismo, commedia e musical, Storia e fantasia, e che ha la forza sfacciata, evocativa e sognante del cinema di un tempo, di quando eravamo bambini (?), restituendo al nostro sguardo la purezza e lo stupore di cui eravamo capaci allora. (Federico Gironi, www.comingsoon.it)

"Ci sono due versioni de La Bella e la Bestia, una puritana e l'altra perversa, ho scelto una terza via", ha affermato Guillermo Del Toro. (?) Il punto di forza del film sta proprio nell'aver sfiorato questa via perversa, esplorando la passionalità della sua protagonista in maniera dolce e allo stesso tempo carnale, una tensione sessuale tra l'anfibio e l'umana che il regista è stato in grado di comunicare e al quale lo spettatore partecipa gradatamente. (?). Con La forma dell'acqua Del Toro realizza una delle sue più belle favole, resa tale anche grazie al matrimonio perfetto tra la scenografia di Paul D. Austerberry e le musiche di Alexandre Desplat, capaci di rendere appieno il favoloso mondo di Elisa, un'adorabile e mai così brava Sally Hawkins. (Silvia D'Ambrosio, www.ecodelcinema.com)

La forma dell'acqua è un film per amanti e conoscitori dei film per le sue tante citazioni. La più evidente e insistita è con Il mostro della laguna nera, un horror di fantascienza del 1954: La forma dell'acqua è nato perché Del Toro voleva fare un sequel/remake di quel film. I temi di base, scombussolati col procedere della storia, sono quelli di La Bella e la Bestia.  La scena di danza (?) arriva da Seguendo la flotta, film del 1936 con Fred Astaire e Ginger Rogers. Il cinema sotto casa della protagonista proietta La storia di Ruth, film del 1960. (www.ilpost.it)