mercoledi 3 e giovedì 4 ottobre 2018 - ore 21

LOVING VINCENT

Regia: Dorota Kobiela e Hugh Welchman - Sceneggiatura: D. Kobiela, H. Welchman, Jacek Dehnel - Fotografia: Tristan Oliver, Lukasz Zal - Montaggio: D. Kobiela, Justyna Wierszynska - Interpreti: Aidan Turner, Helen McCrory, Saoirse Ronan, Douglas Booth, Jerome Flynn- GB/Polonia 2016, 94', Adler Entertainment.

Nella Francia del 1891, il giovane Armand Roulin riceve dal padre postino l'incarico di recapitare una lettera a Theo van Gogh, fratello del celebre pittore olandese che da poco si è tolto la vita. Armand si reca a Parigi, dove intraprende una ricerca che lo porta ad incontrare persone e luoghi fondamentali nella vita di Vincent van Gogh, scoprendone poco a poco la vita tormentata e la straordinaria opera che ha saputo produrre.

Un progetto nato come un piccolo cortometraggio finanziato tramite crowdfunding che si è trasformato in un film capace di penetrare il mistero dell'arte e della vita di Vincent van Gogh attraverso un percorso inedito e straordinariamente affascinante. (?) Attraverso le testimonianze delle persone che l'hanno accompagnato, compreso o incompreso, nei momenti finali della sua esistenza, ci inoltriamo nella conoscenza di un uomo la cui sofferenza rimane intima, misteriosa e quasi sempre impenetrabile. (?) Il pittore rimane una presenza elusiva, specie quando il film assume sempre più le sembianze di un giallo indagando sulla sua morte che potrebbe non essere stata un suicidio come riportato sui libri di storia. Un quesito interessante così come lo sono quelli che si pongono tutte le persone che hanno avuto il privilegio di incontrarlo. (Rosa Maiuccaro, movieplayer.it)

L'opera è in primo luogo una esperienza estetica entusiasmante, nata dallo sforzo di un numeroso manipolo di artisti che hanno letteralmente dipinto, scena dopo scena nello inconfondibile stile dell'artista, la narrazione delle ultime gesta di Van Gogh (?). Costruito quasi come un appassionante thriller che cerca di ricostruire le reali vicende di una morte sospetta, il film riesce finalmente a rendere giustizia ad uno degli artisti più grandi di sempre colpevolmente considerato da molti semplicemente come un malato di disturbi mentali. Notissimo il suo taglio dell'orecchio, portato in dono ad una prostituta. La bellissima pellicola tratteggia finemente i contorni di una sensibilità artistica e umana fuori dal comune, ricostruendo il contesto emotivo nel quale sono stati partoriti i capolavori più universalmente noti, i rapporti con l'amatissimo fratello Theo e con le persone che popolavano la sua vita. (?) Loving Vincent è esteticamente estasiante, una esperienza filmica ed emotiva struggente. (Elisabetta Prantera, darumaview.it)

Loving Vincent è un'esperienza ipnotica al di fuori di qualsiasi altra visione cinematografica. Un susseguirsi di quadri che hanno fatto la storia della pittura a partire dal XX secolo, espressi durante il viaggio di ricerca del giovane e burrascoso Armand Roulin e mostrati con tutta la potenza di quella sghemba tecnica del dipingere diventata per molti fonte di infinita commozione. Dalla più nota Notte stellata, alla lucentezza di Caffè di notte, fino al temibile presagio di Campo di grano con volo di corvi: di Vincent van Gogh pulsa l'anima, è chiaro lo stile, è pregno il linguaggio del film che si fa specchio delle abilità e del dolore di quel confuso uomo. (?) Un pittore che sentiva troppo, amava troppo; un uomo che si è offerto a un'umanità che soltanto dopo la sua morte ha saputo rendergli omaggio. (Martina Barone, www.cinematogrape.it)