giovedì 20 giugno 2019 - ore 21

L'ULTIMO VIAGGIO

(Leanders letzte Reise) Regia: Nick Baker-Monteys - Sceneggiatura: Reza Mortazavi, Alexandra Umminger - Fotografia: Eeva Fleig - Montaggio: Dagmar Lichius - Interpreti: Jürgen Prochnow, Petra Schmidt-Schaller, Suzanne von Borsody, Tambet Tuisk, Artjom Gilz, Maria Kochur, Yevgeni Sitokhin, Natalia Bobyleva, Kathrin Angerer, Kai Ivo Baulitz, Andreas Patton - Germania 2017, 107', Satine Film.

Eduard Leander, a 92 anni, rimane vedovo. La figlia vorrebbe metterlo in una casa di riposo mentre la nipote Adele non è interessata a lui. Ma Eduard ha deciso tornare in Ucraina dove ha comandato uno squadrone di Cavalleria Cosacca che, nel 1941, ha combattuto al fianco dei nazisti contro le forze armate sovietiche, e dove ha conosciuto l'amore. Eduard parte e a seguirlo, del tutto involontariamente, c'è Adele. Sul treno incontrano Lew: sono i giorni della rivolta di piazza Maidan e Lew ha genitori russi e si sente russo, ma è cresciuto in Ucraina e si sente anche ucraino?

Due guerre - il secondo conflitto mondiale e la recente guerra civile in Ucraina - fanno da contorno alla storia. (?) Il viaggio, nonostante la reciproca malsopportazione, permetterà a Eduard e Adele di avvicinarsi l'uno all'altra e al vecchio di poter fare finalmente i conti con il proprio passato. Un passato che verremo lentamente a scoprire, particolarmente scomodo e ingombrante. L'ultimo viaggio si avvale di una impegnativa sceneggiatura (?) che permette allo spettatore se non di amare questo vecchio colpevole, quanto meno di perdonarlo per le gravi colpe che per tutta la vita lo hanno tormentato e che gli faranno dire nel finale: «Ci ho provato a chiudere a chiave i ricordi della guerra, ma ho continuato a pensarci? ogni singolo giorno della mia vita». Accompagnato dalla fotografia di Eeva Fleig, che svela un paese malinconico e povero, lacerato in due da una guerra folle, quello di Nick Baker-Monteys è un film che ha il merito di mostrarci i personaggi per ciò che realmente sono, con i loro lati positivi e negativi, senza però ricamarci troppo su. E che permette di capire quanto sia importante conoscere e fare i conti con il proprio passato, per quanto orrendo questo possa essere. Operazione necessaria per poter affrontare la vita senza reiterare gli stessi errori. Perché, come dice Adele a Eduard: «Nonno, sto solo cercando di conoscerti. Voglio solo sapere perché siamo... chi siamo!». (Marcello Perucca, www.silenzioinsala.it)

Viaggio on the road nell'Europa dell'est, la pellicola ripercorre parallelamente i destini politici della Germania nazista e della Ucraina dei giorni nostri sconvolta da una guerra civile intestina e agitata da rigurgiti neofascisti. Eduard, nel suo confronto con un passato storico e personale pesante, ben rappresenta la coscienza collettiva di quella Germania che ancora fa in conti con le sue responsabilità storiche oggetto in molti casi di un processo di rimozione da parte delle giovani generazioni. Splendida metafora di ciò è la figura della nipote Adele, completamente persa in un presente di cui fa fatica a riallacciare i fili probabilmente anche a causa di un passato familiare rimosso che non conosceva ma di cui subisce molte conseguenze inconsce. L'ultimo viaggio è una pellicola profonda che tenta il difficile compito di interpretare il presente storico, ma anche intimo, di quella parte di Europa che ha inflitto e ha subito i totalitarismi nella consapevolezza che le questioni rimosse, sia a livello storico che personale, presentano comunque sempre il conto prima o poi. Potente, profondo, sincero. (Elisabetta Prantera, www.darumaview.it)