mercoledì 9 gennaio 2019 - ore 21

MISS SLOANE - GIOCHI DI POTERE

(Miss Sloane) Regia: John Madden - Sceneggiatura: Jonathan Perera - Fotografia: Sebastian Blenkov - Montaggio: Alexander Berner - Interpreti: Jessica Chastain, Gugu Mbatha-Raw, Alison Pill, Mark Strong, John Lithgow, Michael Stuhlbarg, Jake Lacy, Sam Waterston, Douglas Smith, Dylan Baker - USA 2016, 132', 01 Distribution.

Brillante, sicura di sé e completamente priva di scrupoli, Elizabeth Sloane è una delle professioniste più potenti che briga dietro le quinte a Washington. Fiore all'occhiello di una società di lobbying, Miss Sloane per i suoi clienti è disposta anche a forzare le regole. Ma quando il capo della potente lobby delle armi si rivolge a lei per convincere l'elettorato femminile a opporsi a una legge che introdurrà nuove regole sulla vendita delle armi, Sloane rifiuta ed entra a far parte di un combattivo studio legale che rappresenta i sostenitori della legge.

Protagonista è una scaltra lobbista, Elizabeth Sloane (?). Tra i suoi successi si annovera anche la soluzione della questione "Nutella Tax", ovvero la tassazione del famigerato e probabilmente cancerogeno olio di palma (componente fondamentale dell'irrinunciabile crema spalmabile di origine italiana), la cui massiva produzione causa la deforestazione, ma costituisce una fondamentale risorsa economica per paesi come l'Indonesia. La nostra eroina riuscirà a scongiurare la famigerata tassa spedendo un senatore in viaggio-premio nell'arcipelago asiatico. (?) Scorre rapido, serratissimo Miss Sloane, (?) ed è merito soprattutto della sceneggiatura del film, firmata da Jonathan Perera, che inanella dialoghi sferzanti e colpi di scena, nozioni di economia politica e sapido spionaggio industriale. Ma quello che viene alla luce è soprattutto, e come spesso accade nell'action thriller contemporaneo, la scomoda questione del controllo, esercitato dai lobbisti e dunque dalla politica, su tutto ciò che riguarda il privato cittadino, da quello che mangia e i relativi ingredienti, alle proteste, al voto elettorale. Ogni cosa è pilotata, con buona pace di quelle libertà fondamentali che la costituzione americana proclama. Ma d'altronde, è proprio lì che è contenuta quella norma che giustifica l'acquisto e la diffusione delle armi. Ecco allora che Miss Sloane, allontanandosi dalla questione delle armi, si rivela in fondo - e il monologo finale della nostra eroina lo sancisce - come l'ennesima messa a fuoco delle contraddizioni insite nel sistema americano. (Daria Pomponio, www.quinlan.it)

Il giudizio morale (o la denuncia di un marciume generalizzato) non è l'obiettivo principale del film, che nasce invece dal desiderio da parte del regista di rispondere a una domanda: un lobbista cosa fa? Come si comporta? Quali strategie usa per portare dalla sua parte il maggior numero di senatori possibile in modo da far passare un disegno di legge al Congresso? Con una simile premessa, Miss Sloane può diventare - senza essere noioso, documentaristico, didascalico o incomprensibile a chi non padroneggia determinati argomenti - un percorso di conoscenza, un viaggio che si fa via via più avvincente e avventuroso perché sposa il linguaggio del thriller politico, un discreto thriller politico, aggiungiamo noi, dove non manca qualche svolta inattesa e in cui il montaggio - ora veloce e ritmato, ora più lento - è in perfetto accordo con il mood dei personaggi e con l'alternanza di vittorie e impasse del piccolo studio legale intenzionato a far approvare un decreto a favore di una regolamentazione della vendita delle armi da fuoco. (Carola Proto, www.comingsoon.it)